mercoledì 31 maggio 2017

Casting for Recovery: Il report


Che dire.. Siamo riusciti, anche noi nel nostro piccolo e con un piccolissimo contributo, a far in modo che il primo raduno Casting for Recovery potesse vedere la luce.. Siamo riusciti a dimostrare che una piccola comunità può partecipare alla realizzazione di un grande progetto e che, in fondo, i social non hanno ancora schiacciato i forum e la buona aria che ci si respira dentro..
Ovviamente senza le tantissime persone che hanno preso parte ad ogni fase di questo progetto, senza i volontari, senza le strutture e senza la generosità, nulla sarebbe mai successo e quei tantissimi sorrisi non avrebbero riempito le foto di seguito..
C'è bisogno di fare nel mondo e di far bene..


Riporto di seguito il comunicato stampa ufficiale nella speranza di vederne prestissimo un altro organizzato con tanta dedizione e generosità.

Si è tenuto a Soliera di Fivizzano (MS) dal 26 al 28 maggio, il primo ritiro di Casting for Recovery Italia, il programma nato 20 anni fa negli USA che offre  alle pazienti oncologiche una terapia decisamente innovativa, che prevede l’insegnamento e la pratica della pesca con la mosca come ulteriore strumento di supporto psicofisico nel percorso di riabilitazione per le donne colpite dal tumore al seno: il movimento del braccio durante il lancio con la canna è molto simile agli esercizi consigliati nel post operatorio. La pesca con la mosca è una attività rilassante, si svolge a contatto con la natura, ma è allo stesso tempo fisica, dinamica, l’esercizio coinvolge e allena varie parti del corpo. Inoltre richiede concentrazione. La mente è tutta nella gestione della lenza, nell’attenzione all’acqua per essere pronte alla cattura del pesce.


L’obiettivo di un ritiro  di Casting for Recovery, e per l’Italia quello di Soliera è stato il primo,  è quello di offrire a queste donne l'opportunità di ricaricarsi mentalmente e fisicamente in mezzo alla natura, conoscersi, condividere esperienze, imparare una nuova attività, rilassarsi, sciogliere i nodi, dimenticare almeno per un po' la sofferenza, la paura, la difficoltà di tornare a una vita "normale" dopo la malattia. Ed è più facile farlo in un ambiente  in qualche modo protetto, di cui gli uomini non fanno parte se non per i soli momenti riguardanti le attività collegate alla pesca.  


I due giorni e mezzo del ritiro sono articolati in varie attività che vanno dalla pratica giornaliera di rilassamento e aggregazione guidata dalla psicologa, alla lezione di lancio con gli istruttori di pesca, alle lezioni teoriche sulla biologia del fiume e dei pesci e degli insetti che lo abitano, a tempo libero tutto per sé da utilizzare a piacere, fino alla mattina di pesca sul fiume.   

Dei benefici non gioveranno solo le donne stesse, ma tutta la società in cui esse vivono ed operano, dalla famiglia, agli amici, ai colleghi di lavoro. Si tratta di far capire che queste donne, pilastri nel quotidiano per il mondo che ruota loro intorno, hanno bisogno  di sorridere, rilassarsi e  staccare la mente dai mille impegni e pensieri delle loro vite già pesantemente provate dalla malattia,  almeno per un weekend.


Non è bello ricordarlo, ma nonostante la prevenzione e tutti i progressi della medicina, in Europa il tumore al seno resta la prima causa di morte per patologia oncologica nelle donne, eppure al di fuori degli ambiti medici, l'impatto di questa malattia è ancora sottovalutato.  Certo, si muore meno di un tempo, per fortuna. Ma le sopravvissute hanno alle spalle un calvario che le segna per sempre, fisicamente ed emotivamente, e di questo non si parla quasi mai. 

Loro per prime non lo fanno, sono combattenti silenziose, non vanno in giro sbandierando i loro dolori, nascondono le cicatrici e non solo quelle fisiche.

In un ambiente già di per sé gratificante dal punto di vista naturalistico, si sta fra donne, ci si conosce, si sorride, si chiacchiera, si parla, si impara a tenere una canna in mano, ad avvolgere la lenza, a farla danzare in aria, a controllare il movimento del braccio,  ci si sorprende dalla passione incredibile che gli istruttori trasmettono anche solo spiegando la vita dei fiumi e degli insetti, si gode della natura circostante, si imparano cose nuove, si costruiscono le "mosche" (le imitazioni degli insetti di cui si nutrono i pesci) ed ecco, è già domenica, il terzo giorno: il terzo giorno si va sul fiume e si pesca.



La scoperta del misterioso mondo della pesca con la mosca ha affascinato e appassionato   le protagoniste del primo ritiro di CfR Italia oltre ogni aspettativa: Barbara, Giovanna, Margherita e Ornella hanno prima sorpreso tutti per la velocità con cui imparavano i lanci, durante le lezioni sul prato: “Ah però – era l’osservazione dei coach – sono molto più portate degli uomini!” e poi per la tenacia con cui hanno pescato, perché il leit-motiv sul fiume è stato “Eh no, ora non posso smettere, ora un pesce lo devo prendere!”  E li hanno presi!


Forse approfondiranno questo particolarissimo sport e torneranno a pescare, forse no, ma la cosa davvero importante è che, grazie alla loro positività e alla fiducia riposta nel progetto e nelle persone che hanno incontrato, sono state bene. Immensamente bene. Prima del ritorno a casa, degli ultimi saluti e degli ultimi abbracci, le parole che queste quattro donne speciali hanno scelto per descrivere l’esperienza vissuta grazie al programma di Casting for RecoveryItalia sono state: profonda, emozionante, liberatoria, meravigliosa, indimenticabile, costruttiva, divertente, gratificante e… “non dimenticheremo mai il tempo che ci avete dedicato”

Le loro parole sono la migliore delle motivazioni per andare avanti cercando di migliorarsi sempre e lavorando sodo affinché altre donne possano avere tre giorni tutti per sé, creare nuovi e profondi legami, sorridere, abbracciarsi, guardare con fiducia al futuro.
Casting for Recovery Italia è un progetto promosso e realizzato  da APR Alleanza Pescatori Ricreativi con la collaborazione di Fishing Ladies, CIPM Club Italiano Pescatori a Mosca, Il Volto della Speranza Onlus e il patrocinio di CarraraFiereSrl.
Grazie a: Dipartimento di Oncologia dell’Ospedale di Carrara ( Maria Pia Muttini, Francesca Federici,  Federica Pucciarelli, Roberta Crudeli, Manuela Simonini)

La coordinatrice del programma: Laura Pisano
Gli istruttori e riverhelper: Massimo Maggiani, Danilo Palermo, Franco del Chiaro, Giancarlo Berlucchi, Adriano Rossi, Stefano Peri.
Partner tecnici e supporter:  Artico, Carson, Fonderia d’Arte Massimo del Chiaro, IFTA, La pesca in Mare, Magrini, Mercatino della Pesca, Pozzolini, Seaspin, Stonfo. 
Avis Carrara, che ha fornito il pulmino per i transfer
Tutti coloro che a titolo personale hanno effettuato donazioni per la realizzazione del ritiro.

Info: segreteria@pescaricreativa.org, referente Laura Pisano

(30 maggio 2017)

Grazie a tutti...

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