lunedì 1 aprile 2013

Molix Contest. The reports: Fisherman95


Il Molix Eging Contest sul Mercatino della Pesca è concluso ed abbiamo cominciato con la prima parte della votazione dei tre migliori report i quali riceveranno i tre premi messi a disposizione dallo sponsor Molix.
Noi continuiamo la pubblicazione dei report a concorso anche per consentire, quando sarà il momento, a chi lo vorrà di voltare con i "like" su FB la migliore delle foto associata a tali report.
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"Serve costanza e tanta pazienza" mi dicevano i più esperti, quando ormai due anni fa mi affacciavo alla grande finestra del mondo della pesca con esche artificiali, che onestamente mi affascinava già da molto tempo prima...
I cappotti sono sempre arrivati e le catture sono state sempre molto appaganti, ma quando vai a limare quello che è il tuo record personale è sempre una grande soddisfazione!
A spinning per me è un periodo no, fortuna che porto sempre gli egi con me... E questa volta sono stati provvidenziali!



Tutto ebbe inizio quel pomeriggio del 3 marzo, Evento Molix nella mia città, tanta bella gente e tanta bella roba ( da pesca, non fraintendiamoci !! ), ma ovviamente mancavano loro, le guest stars, i nostri amici pinnuti, maledetti, non scrivono neanche per farsi perdonare l'assenza
Fatto sta che ci sono sempre cari amici tentaculuti, che danno abbracci affettuosissimi per consolarti
Quel giorno il mare era veramente carino, appena increspato a guardalo sembrava di vedere un vestito pieno di strass e brillantini vari, la palla della disco non era nulla in confronto.
Il sole, timido, ancora faceva capolino dai Peloritani, e benevolmente ci concedeva ancora un po' di luce e calore.
Lentamente giungeva quel momento fatidico del tramonto, che solo noi pescatori sappiamo individuare e gustare fino all'ultimo istante.
Fu proprio in quel momento che decisi di mollare i plastici con ancorette e godermi gli ultimi istanti di luce con tanta tranquillità... Monto un bell'egi 3.0 per andare lontano, lanciando via anche i miei pensieri a mare durante il lancio; lo seguo volare ed entrare in acqua, da quel momento via a rilassarsi respirando la buona aria marina, ascoltare le onde e niente più, se fosse arrivata la cattura, sarebbe stata un gradito "di più".

E via, seduto sullo scoglio lentamente recupero, fino a quando arriva il peso.
Apro la frizione e via col recupero, la seppia aveva attaccato il gambero.
Capisco da subito che era una preda importante, tant'è vero che alzandomi avviso i miei compagni di pesca, che raccolgono e si tengono pronti in caso di aiuto. In tutta calma recupero, la frizione ogni tanto si fa sentire con quel suo lieve "tlin tlin" che tutti amiamo.



Psicologicamente già predisposto alla perdita della preda persevero nel recupero fino a quando a largo non aggalla una bella massa, confermata la seppia. Mi rivolgo ai miei compagni dicendo :" Ragazzi, questa è grossa, ma ci scommetto che la perdo proprio sotto i piedi" E infatti... Arrivata sull'onda chiedo a uno dei miei due compagni di tirarla a riva, ma non appena prende il filo, TAC, si stacca e la vedo sfrecciare a largo, ma non demordo, con precisione chirurgica rilancio l'egi nelle vicinanze e comincio a farlo letteralmente tremare, ma la seppia la vedevo andare via.
Ma poi, tutta nera ed incacchiata, si avvicina ancora, punta l'esca, di scatto apre i tentacoli e l'abbraccia ancora, ferro convinto ( della serie, se la devo prendere o ora o mai più) e sfruttando la spinta dell'onda la spiaggio, anche grazie al provvidenziale aiuto di un amico, che per bloccarla si inzuppa letteralmente un piede.
È a riva finalmente, la tanto combattuta preda, la signora dei cefalopodi, la seppia.
Un bel pallone da football americano direi


Un grazie al mare, ai miei amici, ma soprattutto a mio padre, che mi ha passato questa grande passione ed un grazie anche a tutti voi, che avete seguito questo breve racconto, scritto da un gran pazzo come tutti voi..



 La pubblicazione degli ultimi report continuerà ancora un paio di giorni e poi procederemo con la scelta delle migliori foto.. 

a dopo...


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