giovedì 21 marzo 2013

Molix Contest. The reports: ggszone


Il Molix Eging Contest sul Mercatino della Pesca è concluso ed abbiamo cominciato con la prima parte della votazione dei tre migliori report i quali riceveranno i tre premi messi a disposizione dallo sponsor Molix.
Noi continuiamo la pubblicazione dei report a concorso anche per consentire, quando sarà il momento, a chi lo vorrà di voltare con i "like" su FB la migliore delle foto associata a tali report.

Questo è il racconto che vi ha voluto regalare l'utente ggszone, buona lettura..

Era una giornata insolita per essere inverno, il sole era alto nel cielo e ci irrorava con il suo calore, l’acqua era quasi immobile e limpida come cristallo.
In queste condizioni ho preferito partire con un egi da 2.5, abbastanza leggera, dato la totale assenza di vento e di corrente, e di colore naturale, visto che l’acqua era pulita.
Ho cominciato a sondare gli strati d’acqua più alti, non facendo scendere totalmente l’egi sul fondo, ma questo non ha portato a nessun risultato, quindi mi sono avvicinato al fondale e con diverse tecniche di jerkata, jerkate lunghe e a ripetizione veloce verso l’alto ad imitare un gambero e jerkate più strette e ripetute in diagonale, ho esplorato varie profondità.
Ma era ancora troppo presto, il sole era ancora forte e sapevo che il momento in cui avrei avuto una maggiore possibilità di cattura doveva ancora arrivare, dovevo aspettare il tramonto. In attesa del momento più propizio variavo le colorazioni, la pesistica, l’altezza e la tecnica di recupero.


In quei momenti esistevo solo io e il mare, immenso e il solo capace di avvolgerti e di farti scordare tutto il resto e in men che non si dica l’aria cominciava a divenire sempre più rigida e il sole che prima mi scaldava stava calando dietro l’orizzonte.
Sostituisco la mia egi con una dalla schiena con un disegno di una lisca bianca e la pancia arcobaleno in modo da riuscire a riflettere la luce rossastra del sole.
Guardo il filo, è leggermente teso, segno che l’egi sta affondando, quando il filo fa la pancia capisco che è giunta sul fondale e do 4-5 jerkate strette in diagonale, riguardo il filo e vedo che sta scendendo di nuovo, d’un tratto il filo si tende e ferrò prontamente, la canna si flette verso il basso e la frizione inizia a fischiare, le pompate verso il basso mi fanno capire subito che ho a che fare con un bel esemplare, tempo qualche minuto di combattimento senza sforzare troppo, per non rischiare di rompergli i tentacoli, e il calamaro è a riva.
Faccio gli ultimi lanci, ma ormai stava calando il buio e la scogliera non era più il posto migliore per insidiare i calamari, quindi decido di spostarmi verso la luce di un porticciolo vicino.
Cambio artificiale in modo da riflettere con le mie egi la luce dei lampioni. A questo scopo utilizzo totanare di colori vividi e appariscenti (rosa, arancio, verde) capaci di catturare ogni minimo riflesso e dopo pochi lanci di nuovo una cattura, un altro calamaro, più piccolo del primo, ma comunque una soddisfazione!



La pubblicazione degli ultimi report continuerà ancora un paio di giorni e poi procederemo con la scelta delle migliori foto.. 

a dopo...


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