mercoledì 27 marzo 2013

Molix Contest. The reports: bass


Il Molix Eging Contest sul Mercatino della Pesca è concluso ed abbiamo cominciato con la prima parte della votazione dei tre migliori report i quali riceveranno i tre premi messi a disposizione dallo sponsor Molix.
Noi continuiamo la pubblicazione dei report a concorso anche per consentire, quando sarà il momento, a chi lo vorrà di voltare con i "like" su FB la migliore delle foto associata a tali report.
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Finalmente ai primi di Febbraio riesco a trovare un pomeriggio relativamente libero in concomitanza di condimeteo accettabili…..una lieve brezza di terra mi accompagna in riva al mare, su quella scogliera che, bambino, mi ha visto fare i primi tuffi e un po’ più in là mi ha visto prendere i miei primi pescetti……


Quella sera ero arrivato giusto al tramonto, giusto il tempo di far passare le prime barche che escono anche loro a cercare i calamari, monto la mia fida Nissin e arriva subito il momento di scegliere l’egi con cui cominciare la battuta: opto per una Yamashita OH Jump misura 3.0. Primi lanci per sentire la corrente che tira al traverso rispetto alla direzione di lancio…..proprio verso un promontorio sottomarino che è foriero di incagli, ma alla base di quel promontorio, alla profondità di 10-12 metri spesso “trovo” calamari e seppie di buona taglia. Lancio dopo lancio aggiusto la direzione di tiro per compensare lo scarroccio laterale e far giungere l’egi sul fondo proprio alla base di quel promontoro; il sole è ormai alle mie spalle dietro le alte scogliere, arriva il momento del cambio di luce, momento magico….

Lancio, attendo che l’egi arrivi sul fondo, chiudo l’archetto e recupero il bando…..una, due tre jerkate velocissime verso l’alto, recupero e lascio scendere verso il fondo con il filo in tensione intervallando l’azione con leggerissime jerkate. Toccato di nuovo il fondo, ancora qualche violenta jerkata, metto in tensione il filo e comincio un lentissimo recupero lineare con lievi jerkate……..sento una leggera resistenza, riduco la tensione del filo per un paio di secondi…..nuova jerkata violenta e…..cavolo non viene…..sembra incagliato. 


Qualche attimo e sento qualcosa di vivo dall’altra parte della lenza, una resistenza passiva, ma animata e penso subito ad una grossa seppia; comincio un recupero lento, ma costante e l’impressione diviene sempre più convinzione, il comportamento sembra proprio quello di una seppia e quasi storco il naso, avrei preferito un calamaro della stessa taglia. Nella penombra vedo già qualcosa sul pelo dell’acqua a circa 20 metri da me, ancora non lo distinguo, ma ad un certo punto tutto cambia….due violenti strattoni animano quel recupero fino ad allora anonimo, poi ancora altri due, con la frizione del mio Aspire 2500 che comincia a fare il suo lavoro. A questo punto non ho dubbi…..il CALAMARO ha riguadagnato il fondo e continua a strattonare, sembra non volerne sapere di venir su; lo assecondo e ricomincio a recuperarlo. Qualche altra tirata a pelo d’acqua e arriva a tiro di guadino, riesco a farlo entrare al primo colpo, ma al momento di sollevarlo…..arrivano i problemi perchè con una mano non ce la faccio. Sono costretto a poggiare la canna e ad aiutarmi con l’altra mano. Finalmente uno splendido calamaro è sulla scogliera, ad occhio è ben oltre il chilo di peso. Faccio qualche foto e poi gli evito una triste agonia.


(Io sono quello a sinistra con gli occhiali  :)  )

Mi sento già appagato, la serata ha già un suo perché, ma è ancora presto e, pur avendo potuto farne a meno, faccio qualche altro lancio e vengono su altri tre calamari di taglia inferiore (intorno al mezzo chilo).


Infine, quella che mi era sembrato un ciuffo d'alga sui cestelli dell'egi.....si è rivelato il più piccolo polpo che abbia mai catturato, foto ricordo e....torna a casa


E' ora tornare a casa anche per me.

Devo ammetterlo……l’eging mi ha stregato, sono circa tre anni che lo pratico e ogni volta rimango estasiato dall’atmosfera che si crea durante la battuta di pesca. Amo pescare con l’acqua alle ginocchia, tra le onde e il rumore del loro frangersi, ma essere in riva al mare, al buio, cercando di intuire le traiettorie di quel pezzo di plastica che plana nell’acqua, sentire il contatto con il fondo, stare in tensione per ogni piccola variazione di resistenza cercando di distinguere un tocco sul fondo, un rametto d’alga dall’attacco dei cefalopodi, ha anch’esso un fascino particolare. Spesso sento parlare della pesca a calamari e seppie come una pesca di ripiego, una disciplina facile e scontata, così come spesso vedo le foto di quei corpi morti biancastri come stracci esibiti come trofeo…….che tristezza. La seppia e ancor più il calamaro sono animali stupendi, predatori implacabili, potenti e veloci nello scatto come un cobra che attacca la preda ed esprimono la loro terribile bellezza non appena sono tirati fuori dall’acqua. C’è un qualcosa di inquietante nei loro occhi, simili a quelli di un gatto sornione pronto a tirar fuori gli artigli quelli della seppia, assolutamente profondi e terrificanti quelli del calamaro con i suoi “colori di guerra”……



La pubblicazione degli ultimi report continuerà ancora un paio di giorni e poi procederemo con la scelta delle migliori foto.. 

a dopo...


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