venerdì 30 marzo 2012

A chi Piace Sentirla........

Ad un'affezionatissimo delle "frizioni cantanti" come me, la pesca dei cefalopodi è sempre risultata estremamente noiosa. Per dirla tutta ho sempre avuto dei pregiudizi rispetto al "light" come molti altri miei colleghi lanciatori di esche finte. Poi un bel giorno ho provato a lanciare esche da Eging e come accadde per il primo pesce a spinning, al primo calamaro s'è aperto tutto un'universo sconosciuto ed affascinante. Ho dovuto assecondare la frenesia da "cefalopode" dedicandogli buona parte del mio tempo.


Ci sono molti segreti dietro la pesca del calamaro che vengono custoditi gelosamente da chi la pratica in modo assiduo. Alcuni studi raccontano di una certa "sensibilità predatoria" del calamaro al calore. Su questa ed altre teorie seguite dalla pratica si sono sviluppate molte delle esche da cefalopode che oggi utilizziamo con grande successo. In Giappone la pesca del calamaro è un vero e proprio "Must". Non è un caso che proprio da questo paese vengano le più importanti innovazioni dedicate a questo settore, non ultima il Tataki Fishing che ha sfatato il mito secondo il quale il calamaro si catturava solamente ai cambi di luce e con le tenebre. Le principali tecniche di pesca al calamaro con le esche artificiali sono l'Eging e il Tataki-Misaki fishing. Nel primo caso l'esca viene solitamente legata alla lenza madre e la tecnica risulta molto vicina allo spinning, mentre nel secondo caso si costruisce una montatura sulla quale vengono agganciate più esche finte seguite da un piombo che funge da affondatore. Questa è la descrizione molto breve e scarna delle due tecniche di pesca. Diciamo che il Tataki-Misaki fishing è votata alla pesca offshore mentre Eging trova ampio spazio nel inshore.


L'eging si pratica in Giappone (ma anche da noi) soprattutto nei porti ai cambi di luce e durante la notte nelle zone illuminate dai lampioni. La luce attira i calamari ed i luoghi illuminati finiscono per diventare dei veri e propri hot spot da calamaro. Il concetto costruttivo base della maggior parte delle esche da Eging prevede l'utilizzo di una piombatura, che risulta evidente a colpo d'occhio, appena sotto la testa dell'esca


Questa piombatura decide in pratica il "carattere" dell'esca. La velocità di affondamento gioca un ruolo chiave nella pesca del calamaro. Molti Eging Anglers del Sol Levante pescando suddividendo la colonna d'acqua in 3 strati ( un fondale di 9 metri viene distinto in 3m superficiali, 3m centrali e 3m di fondo). Questa tecnica non prescinde dalla misurazione del fondale nel quale si pesca. Questi 3 strati distinti vengono ispezionati volta per volta utilizzando esche con velocità di affondamento appropriata allo strato. Questa è la ragione per cui su alcune scatole di esche da Eging viene riportata la velocità di affondamento in metri al secondo. Quindi, conoscendo la profondità del fondale e sapendo di quanti metri scende in un la nostra esca da Eging possiamo ispezionare i 3 strati distinti ed una volta individuato lo strato in cui sono presenti i calamari, insistere in quest'ultimo per ottenere migliori risultati. 


Come già detto l'Eging si pratica prevalentemente dalla costa. La tecnica maggiormente praticata dalla barca dall'incallito del calamaro è ormai il Tataki-Misaki fishing. La pesca con i Tataki si pratica su fondali che vanno dai 30 ai 40 metri. Su questi fondali nel mediterraneo si radunano nei mesi autunnali ed invernali folte truppe di calamari alla ricerca del cibo. Molto spesso i calamari stanno in prossimità del fondo quindi è in questa zona che va concentrata l'attività di pesca. 
La pesca si svolge in scarroccio, per cui stabilire velocità di scarroccio e direzione dello stesso è fondamentale. Il peso del piombo va' scelto in base allo scarroccio, in linea di massima bisogna cercare di tenere il filo in verticale per il maggior tempo possibile,


Una volta che la montatura ha raggiunto il fondo si danno della morbide jerkate lunghe in modo che le esche vadano su di qualche metro, per poi far ricadere il tutto verso il fondo. L'andamento delle esche è il classico dente di sega. Le montature da Tataki devono essere realizzate in modo meticoloso per permettere alle esche di lavorare a dovere. Possiamo realizzare montature che ci permettono di usare dai 2 ai 5 Tataki tenendo conto che questi devono essere distanti dai 20 ai 30 centimetri l'uno dall'altro. Un altro importante accorgimento per realizzare montature efficaci è quello di distanziare di qualche centimetro il moschettone dove inseriremo l'esca dal trave madre della montatura, in modo che l'esca possa compiere movimenti più ampi o meno vincolati.


La pesca con i Tataki risulta essere "meno sensibile" rispetto al Eging. Questo perché il piombo a fine montatura porta via gran parte della sensibilità  per cui si sente meno l'attacco del calamaro.
Se da una parte far emergere da 30 metri di fondo una montatura alla quale è attaccato, spesso, più di un calamaro ci riempie la vista, dall'altra il Tataki Fishing ci priva in parte della sensazione unica che regala l'attacco di un predatore. Più di una volta ho cercato esche mi permettessero d'insidiare cefalopodi su fondali importanti evitando qualsiasi tipo di piombatura.
Di questo sembra si siano accorti anche alcuni storici brand Nipponici proponendo esche ed innovazioni capaci di farci pescare "diretti" sull'esca. Una delle soluzioni ottimali pare averla trovata la DUO con il D-Squid




Il D-Squid è un jig da cefalopode concettualmente molto moderno, una vera e propria sfida agli stereotipi della pesca al calamaro. Concettualmente è stato studiato per la pesca dalla barca e precisamente per quello che i nipponici chiamano "Tip-Run". Si tratta sostanzialmente di una tecnica che si basa sull'osservazione della vetta della canna per percepire anche la più subdola toccata. il D-Squid affonda molto velocemente, grazie anche all'assenza della classica piombatura sotto la testa delle esche da Eging e ben si presta ad un'utilizzo rasente al fondo. Ci sono due misure (il 95mm/21grammi studiato per lavorare dai 15 mt ai 20 ed il 105mm/27grammi studiato per lavorare dai 20 fino ai 30 metri circa). Sono riuscito a provare anche il D-Squid Version 2 un'esca che presenta un peso appena sotto la testa



Il peso è studiato per non danneggiare l'idrodinamica dell'esca. Il Version 2 ci consente di pescare bene dai 30 ai 35 metri ed in generale si può utilizzare quando lo scarroccio aumenta...
L'estetica dei D-Squid ricorda molto quella dei mitici minnow della casa nipponica, mentre la forma del corpo e la distribuzione del peso sono messi in modo da rendere la fase di affondamento dell'esca. Leggendo queste caratteristiche ho pensato subito di aver trovato quello che cercavo, un'esca da Squid Fishing capace di farmi dimenticare il piombo. Ma Funzionerà? Questa è la domanda chiave


Ho preso le due misure ed ho provato ad utilizzarle su fondali da 20 a 30 metri. Con una velocità di scarroccio ridotta e poca corrente ho fatto lavorare il 105/27 ed il version 2 da 30gr. su un fondale di 30 metri facendoli sollevare al massimo di 3 metri dal fondo...
Ho animato l'esca con 3/4 Jerkate verticale decise per poi affondare l'esca fino a sentire il fondo


Dopo qualche metro ho sentito una toccata, giusto un'altro giro di manovella ed il calamaro era in canna, non mi pareva vero! Ho sentito l'abboccata a 30metri.. 
come togliersi il preservativo quando stai facendo l'amore.


Ho provato i D-Squid  in varie zone e con condizioni diverse. Quando lo scarroccio aumentava abbiamo utilizzato l'ancora galleggiante. Questo accorgimento consente di pescare anche quando aumentano vento e scarroccio. Le abboccate si sentivano e finalmente non mi pareva di tirare su una busta da 30 metri...
Il "demone" della botta era appagato anche stavolta.




Fly Invasion



Photos by Mauro Sanna 

giovedì 29 marzo 2012

Dreaming the Cedros Island

Fantastico questo video consigliato dal mio personal Pusher Mr BB 


Sardinian Japan Manga

Credo che per tutti noi che siamo cresciuti a pane e manga e che già in tenera età avevamo il germe della Japan Mania, sia emozionante poter vedere questo documentario animato tratto dal romanzo Tottoi di Gianni Padoan e ambientato tutto in Sardegna, è la prima volta che vedo bere cannonau in un cartone animato. Che dire Arigato! 
Grazie di cuore al grande D-D aka Dino Aka Raimondino per la segnalazione ;)


The Ginei WorkShop

In 1000 e passa post ne abbiamo veramente dette di tutti i colori, siamo stati spero divertenti, sicuramente a volte noiosi, ma ci abbiamo sempre messo passione e voglia di mostrare il nuovo a volte ci siamo riusciti a volte no, ma in questa marea di "articoli" ce ne sono alcuni a cui sono più legato di altri  e sicuramente nella mia topten c'è il post/scheda su Kunio Otemori più conosciuto come Ginei, non era sicuramente fantastico qualità dello scritto e della formattazione ma ero all'inizio e tante cose ancora non le conoscevo


ma era ed è  un "pezzo" importante per me, sicuramente perché era la prima volta che qualcuno parlava di questo costruttore che grazie alla sua incredibile abilità e diventato subito un icona da imitare, non si contano ormai i costruttori che grazie alla grande generosità di Kunio che pubblica tutti i suoi video online e documenta passo per passo le fasi di costruzione hanno potuto migliorare sul profilo tecnico. Ginei rappresenta uno dei più grandi esempi di HandMade Lure, un maestro di una bravura impressionante e una persona molto gentile e disponibile, tutte le sue creazioni però erano disponibili solo per il mercato Giapponese e mi è capitato spesso di ricevere richieste di informazioni a proposito ma la risposta era sempre la stessa, Just for Japan Market.


Ma le cose cambiano e credo che vista la tanta insistenza dei tanti appassionati, l'amico Kunio si è finalmente deciso a spedire anche oltre oceano e infatti è online da poco tempo il suo negozio, dove è possibile acquistare direttamente dal maestro le sue opere d'arte, che sicuramente non avranno un prezzo basso ma parliamo di vere sculture sul legno, anche venti giorni di lavoro su un singolo pezzo, materiali di prima qualità (argento e essenze pregiate) e un talento impressionante


Io appena potrò sicuramente ne comprerò almeno uno, perché la voglia di avere un pezzo di arte tutto per me è troppo grande e magari lo lancerò anche in acqua, senza ancorette ovviamente ;)



ps 
 per favore non venite a dirmi
"oh ma hai mai visto le opere di Ginei" ;)

Just Stop



More Info APR

mercoledì 28 marzo 2012

I love Single Hook



Negli anni abbiamo seguito nei vari forum di discussione un vero e proprio spacco, due fazioni con due diverti idee, ambedue convinte totalmente della indiscussa supremazia della propria teoria, l'amo singolo è migliore dell'ancoretta ma l'ancoretta è migliore dell'amo singolo, vari esempi e varie teorie continuano ancora oggi a riversare fiumi di inchiostro digitale. Fondamentalmente io preferisco l'amo singolo ma non voglio annoiarvi a spiegarvi i motivi o a dimostrare questa superiorità sulla carta anche perché non ho dati che possano dimostrare questa teoria. Il dato di fatto è solo uno, in commercio non esistono molti ami nati per essere montati sulle esche artificiali, le soluzioni spesso un po' macchinose hanno continuato a far preferire l'ancoretta di serie o al massimo un upgrade della medesima, montare doppi split ring per avere l'amo in linea o costruirsi piccoli assist per molti è una soluzione scomoda, se aggiungiamo che di artificiali  di serie dotati di amo singolo sul mercato ne esistono pochi anzi io sinceramente non ne conosco si capisce perché ancora esista questo rifiuto di base verso la "singola soluzione". Forse l'amo singolo più famoso e usato in questi ultimi anni è il Sergeant' della Decoy , un amo fantastico con l'occhiello in linea nato per la pesca in verticale, tecnica dove l'ancoretta è bandita da sempre. 


Questa rappresentava secondo me la soluzione migliore in commercio per il momento, ovviamente si parla solo di un giudizio personale. Un paio di giorni fa ho ricevuto due confezioni molto interessanti, prodotti dalla Gamakatsu ho acquistato un paio di confezioni di Single Hook 55BL 
un amo molto robusto con occhiello in linea e passo ancora più avanti senza artiglione cosa che vorrei testare sul campo, perché sono convinto che anche barbless riescano tranquillamente a fare il loro sporco lavoro, aiutando sicuramente nella slamatura del pesce 


Questa modello si presenta molto robusto al tatto e anche cercando di piegarlo bisogna applicare una forza non indifferente


Oltre a questo modello che credo si possa destinare verso gli abitanti marini più cattivi, esiste anche un modello più light, abbastanza morbido ( si riesce a piegare tranquillamente con le dita) da destinare alla pesca della spigola, il modello 53 Salt testato fino alle 16lb presenta un artiglione piccolissimo e il Magig Eye un sistema che aiuta molto nel montare gli ami dentro gli split avendo una leggera smussatura all'occhiello 


Il problema di tutti questi ami è la difficile reperibilità cosa che sicuramente non aiuta il diffondersi dell'uso del amo singolo. Tra le novità anzi tra le ultimissime novità credo sia giusto e doveroso fare i complimenti allo staff seaspin che sono tra i primi a presentare un artificiale dotato di ami singoli di serie, infatti il nuovo coixedda 130  esce dalla fabbrica dotato già di due ottimi ami, i Gamu sempre di produzione Utopia che ben presto saranno sul mercato (grazie a dio) e magari renderanno l'uso dell'amo singolo più diffuso 




e voi, preferite sempre l'ancoretta? 

martedì 27 marzo 2012

United Color of.... Utopia Tackle


Eccoci qua, come bambini, a bocca aperta davanti a questo arcobaleno primaverile.
Sapevamo che ci sarebbero stati nuovi colori, nuovi modelli, che finalmente, finite le sperimentazioni Utopia avrebbe aperto le finestre per farci sbirciare dentro.


E' arrivato il momento e non poteva che essere la primavera, la stagione più ricca di colori, a mostrarci quanto in questo inverno sia stato realizzato.

Questi alcuni dei nuovi e, almeno per me, tanto attesi Coixedda da 130 che ci accompagneranno in questo inizio di stagione calda.


Il piccolo Pro-Q 90 parte con un armadio di colori da fare invidia agli inventori del franchising tessile in Italia, i fratelli Benetton.




I risultati alla sperimentazione, fatta anche dal Cpt.Rusyt in Africa, lasciano presagire sia perfetto erede del patrimonio genetico del progenitore ormai insostituibile nelle plano di quasi ogni spinner innamorato del top water e dei suoi avversari più temibili, i serra..




Occhio alla pagina FB ufficiale del brand italiano sulla quale presto, anzi prestissimo, vedremo arrivare notizie più dettagliate..

lunedì 26 marzo 2012

Old School Customs Lures

Molto belle le creazioni OldSchool di Joe Davino e Todd Sages..




un ringraziamento di cuore al mitologico Mr B from MoldyChum

this is Daiwa Japan......

Trovo molto interessante che ultimamente nei siti ufficiali si riesca a trovare anche i prodotti in fase di sviluppo, anche se si tratta di una trovata di marketing che impone di essere sempre più rapidi nella presentazione del "domani" per noi malati è solo una dose in più o anche peggio..
Nel sito Daiwa Japan è comparso da poco un artificiale veramente inconsueto come forma, uno strano ibrido che non saprei veramente in quale categoria poterlo collocare se non forse quella dei madai....





una specie di piombo dotato di paletta e poco più, destinato alla pesca dei pesci lama e delle spigole in acque profonde, poco si sa ancora a proposito visto che è ancora in sviluppo, ma sicuramente il Daiwa Uodama presenta delle caratteristiche molto inconsuete, in attesa di informazioni aggiuntive vi allego due video per chi possiede un giapponese fluente...


Altre novità, ma queste presentate all'ultima fiera di Osaka sono presenti nella sezione dedicata a questa fiera (Link)  alcune di queste erano già state presentate in anteprima dal fortunato amico Alessandro nel suo blog che ha avuto la possibilità di visitare di persona l'edizione di questo anno, bellissimo il nuovo Saltiga Bubble Maker, un enorme topwater di 300mm per 160 grammi possibile arma per tutti i pescatori "vagabondi" 



Sarà sicuramente un altro must have il nuovo shoreline shiner Z 120F che con il peso di 19 grammi per 120mm e una paletta completamente rivista e integrata totalmente nel corpo dell'artificiale promette una resistenza maggiore per tutti quelli che amano colpire gli scogli



Sempre tra le novità, la "preziosa" serie di canne Morethan destinate alla pesca della spigola e a pescatori che non temono di spendere cifre importanti, cinque nuovi modelli, dalla "corta" 8 piedi e 5 alla Surf Commander da 10,9ft, misure che in Italia non hanno grandissimi stimatori ma canne comunque di una leggerezza impressionante....


Per tutte le restanti novità vi invito a farvi un giro sul sito Daiwa dedicato al Fishing Show 
Link, peccato perché spesso mi chiedo come mai in Italia molte prodotti vengano totalmente snobbati, mentre basterebbe dare uno sguardo al ottimo sito dei cugini francesi 
Mais c'est la vie....

giovedì 22 marzo 2012

the Team Daiwa Works

Molto interessante questo video pubblicato da LureCult, certo avesse i sottotitoli :)
ma per noi il JDM è spesso un film muto....

Keep Calm and....

mercoledì 21 marzo 2012

All About Tuna by Alles

Oggi primo giorno di primavera, finalmente il tempo sta cambiando e cosa ancora più importante per il sottoscritto le giornate si allungano. Marzo almeno dalle mie parti è il momento (tempo permettendo) in cui i grossi tonni iniziano ad accostarsi a terra, in questo periodo infatti parlo sempre per le mie zone, il mitico bluefin è più facile da trovare e a me sinceramente solo il pensiero mi fa rabbrividire


Grazie a una politica di salvaguardia devo ammettere che si è notato un aumento del nostro unico e vero gamefish e in Italia in tanti si stanno dedicando non più solamente armati di attrezzature da traina alla ricerca del nemico numero uno di frizioni :). Le notizie di catture sono abbastanza frequenti, ma credo che in tanti preferiscano anche giustamente tenersi i propri "segreti" stretti, a proposito credo che sia giusto e visto anche il periodo invitarvi alla lettura di un pezzo scritto da Alessandro Massari in Arte Alles Lures  che puo' aiutare molto, visto che l'argomento rimane sempre sotto un omertoso velo di oscurità....
Vi invito al più totale rispetto delle regole vigenti in modo che questa pesca possa continuare a essere praticata nel modo più sportivo possibile! 


per leggere questo interessante articolo cliccare qua sotto...

From Angler to Angler.....

Non si può discutere assolutamente,il nuovo trailer della Premiata Ditta Varcasia & Co. riesce sempre a farmi venire i brividi...

video


martedì 20 marzo 2012

Now Is Time!!

Abbiamo portato avanti il "Progetto Rusty" con passione cercando di dare al blog un aspetto differente da tutti gli altri, con non poca fatica, ore di ricerche, migliaia di email e tutto per fornire un servizio gratuito ai nostri lettori nutrendoci prevalentemente del consenso che ogni giorno ci date.

Adesso stiamo provando a fare un passo in avanti, dopo l'account sul social network Facebook con oltre 4000 contatti tra cui i più importanti nomi del mondo della pesca sportiva internazionale, abbiamo deciso di creare una "pagina" che ci toglierebbe dal limite dei 5000 iscritti dandoci ancor di più l'aspetto di quello che vorremmo diventare in seguito, uno strumento gratuito di diffusione di informazioni relative al mondo della pesca sportiva.

Se vorrete e se vi farà piacere, per incrementare la nostra presenza sul web, potrete cliccare su "mi piace" al seguente indirizzo
PAGINA FACEBOOK

Grazie a tutti voi..


Over the past two years we have developed the "Project Rusty" passionately trying to give a different look at our blog. We did this with so much work, with many hours of searching the web, with thousands of emails. We have done everything to provide a free service to our readers, living every day of the consensus that you give us.
Now, we're trying to take a step forward, after the account on the Facebook social network with over 4000 contacts including the most important names in international sport fishing we decided to create a "page" to exceed the limit of 5000 friends.
If you like, and if you'll be pleased to increase our presence on the web, you can click "Like" to the following address

FACEBOOK PAGE

Thanks


lunedì 19 marzo 2012

The Masters of the Deep Spinning

C'è stato un momento nella nostra vita di spinners in cui, dopo quasi un ventennio di attività in giro per le spiagge della nostra Sicilia a tormentare e disturbare la caccia delle regine dei nostri sogni, le spigole, abbiamo scelto con consapevolezza di cambiare registro e provare ad indagare, ove possibile, gli strati d'acqua meno raggiungibili alla ricerca di prede che, normalmente non sono insidiabili specificamente.


Per molti chilometri della nostra costa, colpevole la cementizzazione selvaggia che ha caratterizzato il trentennio dal '70 a fine anni 90, non è facilissimo riuscire a trovare delle zone in cui la natura sia ancora padrona del territorio od in cui i pescatori subacquei non siano costantemente (ed illegalmente) presenti disturbando la fauna sottocosta, e laddove queste zone esistano sono state elette a parco naturale ed interdette alla pesca sportiva. Questo ci ha portato a girare tutta la regione alla ricerca di spot profondi e molto profondi (antisub) in cui poter sperimentare, alla ricerca di prede inusuali per lo spinning, una nuova forma ibrida tra quello che oggi è diventato lo shore jigging e lo spinning stesso..


Così, gioco forza, abbiamo imparato ad utilizzare una serie di artificiali che sino a quel momento non eravamo riusciti ad interpretare correttamente da terra. Questi piccoli minnow sono caratterizzati da un comune denominatore, il peso specifico molto elevato, sono cioè molto pesanti rapportati alla loro dimensione che difficilmente supera i 10 cm.



Come poter pescare correttamente a trenta metri di profondità? Con che attrezzature? A che velocità? Quali artificiali utilizzare?

Quello che io personalmente ritengo il re incontrastato delle scogliere è il Flitz 42, un piccolissimo minnow della Tackle House che con i suoi 42 gr. di peso in 9 cm riesce a raggiundere il fondo con una discreta rapidità e, grazie alla paletta molto robusta e voluminosa, ad indagarne gli scorci tra le rocce e le asperità senza rischiare romperla contro una di esse o di risalire troppo velocemente.
Al pari del Flitz altri piccoli minnows prodotti un pò da tutte le case più importanti svolgono egregiamente il compito.. Duplex, PinTail, Bomber, Gyodo Heavy Surfer, Duo Press Bait, Press Bait Saira vanno tutti bene allo scopo che, ricordiamolo, è quello di scendere a fondo velocemente vincendo la corrente ed attraversando il termoclino (a seconda della stagione e profondità di pesca).



In questi anni una delle cose che ho potuto comprendere è che non vale la pena oltrepassare la soglia dei 50 gr. di peso poichè questo richiederebbe l'utilizzo di canne particolarmente pesanti e poco sensibili sottraendo allo spinner la possibilità di "sentire" il movimento dell'artificiale con il rischio di lasciarlo immediatamente attaccato al fondo.

Io ho preferito utilizzare degli attrezzi robusti, che lanciassero sino a 2 oz (e poco più) con azione fast, che mi consentissero di poter gestire bene anche il recupero di artificiali intorno al lure range minimo ma che al contempo mi dessero una certa sicurezza in caso di combattimenti impegnativi con prede di una certa stazza. Staccare un dentice o una cernia da 7 kg. da 40 o 50 mt. di profondità e non in verticale non è un'impresa semplice tanto da poter essere compiuta con attrezzi con poco "manico" e vi garantisco mette a dura prova ogni singolo elemento del sistema di pesca, incluse le articolazioni del pescatore. A fondo il predatore è in enorme vantaggio, vede le rocce sotto cui intantarsi, le asperità contro cui tagliare il trecciato, sente la corrente da sfruttare a proprio vantaggio per raddoppiare o triplicare il proprio peso e sa che non sarà facile per noi trascinarlo in superficie.


In questa ottica bisogna affrontare la battuta pronti sempre alla più impegnativa delle situazioni. L'elemento più importante del sistema è senza dubbio il mulinello. In considerazione del fatto che nel caso di scogliere il fondale spesso presenta delle irregolarità molto pronunciate e massi alti anche una decina di metri impossibili da evitare con un recupero troppo lento, il mulinello dovrà essere veloce tanto da animare correttamente un artificiale pesantissimo, che altrimenti nuoterebbe senza produrre alcuna vibrazione o bagliore, e dovrà staccarlo immediatamente dal fondo.


Le caratteristiche fondamentali da tenere in considerazione nella scelta saranno in primo luogo il freno, potente per forzare il recupero, tarato correttamente sui carichi di rottura di treccia e terminale e sul max drag della canna, ed in secondo luogo il peso che dovrà essere quanto più possibile contenuto per aiutarci ad affrontare una battuta intera, con una tecnica pesante, centinaia di lanci e recuperi faticosi per ore senza uscirne con dolori articolari o lussazioni.



In questa direzione posso dire che nulla sino ad oggi è equiparabile ai top di fascia Shimano, Stella SW e Twin Power SW che racchiudono in sè tutte queste caratteristiche rendendo allo spinner la battuta più facile da affrontare anche sotto l'aspetto emotivo..

Parlando di artificiali, la prima fodamentale accortezza da avere nei confronti del nostro piccolo collaboratore è la sostituzione degli ancorotti con dei robusti ami di misura variabile tra il 3/0 ed 1/0, sostituzione che consiglio di praticare a tutti gli artificiali destinati alla roccia.
Questo ci consentirà di toccare il fondo in tranquillità e di ferrare molto meglio l'eventuale preda che non riuscirà in alcun modo a far cedere la parte finale del sistema di pesca, cosa invece molto probabile se la ferrata la si dà con un ancorotto.



Animare un artificiale a 40 mt. di profondità presenta non poche difficoltà oggettive.. Avremo un minnow da 40 gr. che si troverà a circa 70 mt. da noi ed a 40 mt. di profondità, questo si tradurrà, se le mie reminescenze pitagoriche non sono errate, in circa 80 mt. di treccia fuori che opporrà una discreta resistenza sia a causa del proprio peso che per la corrente molto spesso presente alle grandi profondità..
Sarà preferibile stabilire immediatamente il contatto con l'esca recuperando velocemente i primi 20 mt. per poi cominciare ad animarla con delle bacchettate secche impresse muovendo la cima della canna verso il basso. Questo movimento produrrà nell'artificiale delle accelerazioni repentine che mostreranno i bagliori del fianco a lunga distanza.
Tutta la partita si giocherà in circa 20 secondi di recupero durante i quali indagheremo la diagonale dal punto di caduta sino ai nostri piedi.
Qualora si dovesse avvertire attività dopo circa 10 secondi, quindi a 20 mt. dal fondo, converrà provare con un recupero abbastanza inusuale per un minnow ma molto proficuo con i jig da shore, il classico dente di sega, lasciando ricadere dopo una decina di giri della manovella l'artificiale nuovamente al fondo.. Indagheremo due distinte aree d'acqua attirando l'attenzione di palamite, tombarelli, alletterati e di tutte le specie che cacciano in continuo movimento nella fascia mediana.


In caso di contatto con la preda la reazione dovrà essere immediata senza esitazione e si dovrà essere certi che tutto il sistema di pesca sia tarato correttamente dando all'atrezzatura tutta la fiducia possibile..

Trovo questa tecnica, per quanto forse non proprio "fine" quanto la ricerca della regina, un modo diverso di affrontare lo spinning, più hard ma altrettanto sportivo. Di certo le catture, rispetto alle battute in spiaggia saranno nettamente inferiori ma le poche che verranno fuori ripagheranno di tutti gli investimenti..

Parola di marinaio... ;)