lunedì 28 novembre 2011

Finland: The land of lakes, the land of lures..

A volte non li cerchiamo, a volte li scopriamo per caso, nelle notti insonni in cui un bicchiere di vino, un buon sigaro e google riempiono il tempo che ci separa dall'incoscienza del sonno.. Vengono a volte, così per caso e la scoperta è ancora più piacevole..


Mikko Okkonen, o meglio il suo splendido blog SOLARFALLBAITS sono arrivati così sul monitor del mio PC, "Finland e lures" probabilmente il testo affidato a Google. Due termini che, per uno spinner che viene dalla balsa, non possono per alcun motivo essere separati, una coppia di parole che, durante le notti alla ricerca del Rapala CDJ-11 filosofale, avrò digitato centinaia di volte nella speranza di veder aprirsi davanti a me la pagina con il pezzo più raro del mondo.


Finlandia è la terra dei laghi, ve ne sono oltre 180.000, ma anche una terra bagnata dal mare per oltre 4000 km, un vero paradiso in cui durante tutto l'anno sono presenti lucci, giganteschi salmoni e merluzzi oltre che le famosissime trote di mare, quelle lacustri, le fario o le iridee. Non a caso è anche quella in cui Lauri Rapala intagliava il suo primo artificiale cominciando a scrivere la storia dello spinning, autocostruttore lui stesso ma spinto dalla battaglia per la sopravvivenza.



Un paradiso in cui ogni istante è una sorpresa, esattamente come quella che si prova entrando nel blog di Mikko. Un blog molto bello, ben fatto, sobrio, con moltissime spiegazioni dettagliate dei processi di costruzione, senza omertà, senza segreti non svelabili, con il piacere della condivisione che trasuda da ogni parola vi sia pubblicata dentro..
Così, scorrendo le meravigliose foto dei suoi artificiali ho visto qualcosa che ancora, nonostante le migliaia di post pubblicati sino ad oggi in questo spazio, non avevamo mai visto.

Abbiamo scritto di autocostruttori che ricoprono i propri artificiali di argento, che inseriscono nella livrea lamine di abalon, che lavorano per ore incidendo fogli di carta stagnola cercando di ricreare in maniera credibile la pelle e le squame dei pesci foraggio imitati dalle proprie creazioni, ma non aveamo mai visto nessuno che, piuttosto che tentare di riprodurre la pelle dei pesci, la utilizzasse dopo averla seccata riposizionandola sulle proprie creazioni.


L'avventura da autocostruttore di Mikko, pescatore di 28 anni di Joensuu, comincia appena due anni e mezzo fa e non è spinta da particolari esigenze se non dalla curiosità di provare a costruire qualcosa con cui pescare. Il risultato è stato talmente positivo che oggi Mikko dedica ai propri artificiali la maggior parte del proprio tempo libero dalla sua attività principale legata comunque al contatto con le acque di quei laghi e di quel mare.


Così, quando non lavora la fibra di vetro per fabbricare parti di imbarcazioni, progetta e realizza le proprie opere d'arte, arrivando a produrre mediamente un centinaio di pezzi all'anno ma senza particolari schemi, piuttosto seguendo il proprio piacere personale e la propria ispirazione.

L'essenza preferita è l'acero con cui difficilmente realizza più copie dello stesso artificiale lasciandosi trascinare dall'aspetto artistico piuttosto che da quello economico. Ovviamente è anche un bravissimo e capacissimo pescatore dei grandi lucci finlandesi che insidia con le sue esche preferite, le grosse jerkbait.

Il blog di Mikko parla da sè.. E' tutto da leggere e da scoprire, e vi consiglio di visitarlo, per cui non credo che sia necessario aggiungere altro a questo post se non i complimenti per il meraviglioso spazio web, per le esche di altissimo livello e per la qualità e perfezione che in soli due anni e mezzo è riuscito a raggiungere.


Nessun commento:

Posta un commento