giovedì 25 settembre 2014

Scale Magazine No.14



E' online in numero 14 di SCALE MAGAZINE, la rivista tutta europea e gratuita dedicata allo spinning ed alla PAM in giro per il mondo.. 



Come sempre ricchissimo di articoli interessanti e splendide foto e come sempre in inglese e tedesco è consultabile a questo link



Buona lettura.. 


mercoledì 24 settembre 2014

Ho fatto un viaggio..


Ho fatto un viaggio.. 

Mi aggiravo nella stanza dei miei giochi quando dentro ad uno dei cassetti dimenticati  scorsi una vecchia scatola in cartone, impolveratissima e semidistrutta.. Al suo interno quello che restava di un vecchissimo Stradic 6000 malconcissimo, graffiatissimo e logorato dal tempo.. 



Non immaginavo avesse questo potere ma mi trovai catapultato  sette anni indietro nel tempo attraverso un vortice di acqua e bit.. A quel punto come non approfittare per darsi una guardata intorno? così, acceso il mio vecchio pc, mi sono collegai con la mia lentissima linea ad internet cercando di sbirciare quel web così tanto lontano..
Il primo pensiero i forum ed entrai nel primo, nel secondo, nel terzo.. Uno ad uno cercando di leggere il più possibile tra quelle pagine frizzanti di novità ancora non ingiallite ma che ormai nessuno legge più.. Report, raduni, battute di pesca e risa, relazioni, foto curate, tantissimi ultrapescatori di oggi che allora non prendevano un pesce neanche al mercato, tanti pescatori di allora che oggi sembra si siano vaporizzati.



Che mondo diverso appena 7  o 8 anni fa.. e i forum.. che spettacolo che sono - mi trovai a commentare tra me e me - C'è davvero di tutto.. Lezioni di pesca, condivisione delle scoperte, c'è la voglia della ricerca di nuove esche e tecniche.. Si respira una ventata di fantasia  e genialità, coesione, guerra, liti e pace. Ci sono amici andati che evidentemente non erano amici , altri che lo diventeranno. Ci sono tantissimi ragazzi,oggi ormai adulti, che cercano di imparare che si sforzano di farlo.. Se solo potessi fermarmi un pò di più davanti a questo pc potrei forse cambiare un paio di cose, potrei poggiare i piedi su passi migliori e terreni più soffici con persone differenti al mio fianco..
..e mentre mi sto aggirando tra queste pagine il mio vecchio Stradic mi cade giù dalle mani e torno alla realtà..

bhè.. Evolversi è importante.. L'evoluzione è una caratteristica insita nella natura umana e non soltanto, per cui non possiamo rimproverarci per quanto siamo cambiati e per come sia mutata la qualità delle nostre relazioni o gli strumenti che usiamo per intraprenderle ed intrattenerle. Sicuramente siamo cresciuti un pò tutti,  abbiamo avuto tanto e tanto abbiamo dato a quel web assetato di tanti anni fa.. 


Nel mio piccolissimo spazio, in questi anni ho cercato di combattere contro la standardizzazione dei social resistendo con un forum, piccolo ed acciaccato, grazie ad un manipolo di utenti fieri e convinti (loro) che non soccomberemo mai ma spesso mi sono chiesto "perché?" "cui iuvat'" se poi tutto si traduce in tempo e denaro, rogne, casini e problemi senza alcun ritorno in termini di soddisfazione personale? 
Oggi mi è arrivata una risposta..
Qualche anno fa venni contattato da un amico, Marco Ciampoli allora giovane studente frequentatore del forum, che mi chiese se potesse essere possibile diramare agli utenti un avviso in cui si chiedeva loro, soprattutto quelli residenti nelle isole maggiori, di partecipare ad una ricerca scientifica senza alcun fine di lucro. Gli utenti avrebbero dovuto raccogliere campioni di barracuda, pezzetti della coda, da cui poi lui avrebbe estratto il DNA per la sua ricerca. Sulle prime mi parve una richiesta insensata, non avrei mai immaginato che ci sarebbe stata da parte della piattaforma una risposta ma mi sbagliavo.. I miei amici spinners raccolsero campioni e li inviarono a Marco, al Dott. Marco, che nel frattempo si era laureato e trasferito in Inghilterra (perchè in Italia non c'è spazio per chi vuole lavorare se non ha parenti tra le strutture universitarie).

 Come termina sta storia con la quale vi sto chiaramente tediando?
Termina con la pubblicazione della ricerca nella quale l'amico Marco si ricorda di noi evidenziando che una piattaforma web può fare più che limitarsi a sparare foto di catture e vendere artificiali, una piattaforma web è fatta di persone che possono contribuire anche a ricerche scientifiche...


L'articolo di Marco, del dott. Marco Ciampoli, è visionabile a questo LINK e chiunque lo volesse contattare per dare la propria disponibilità a progetti sensati di ricerca potrà farlo a questo indirizzo email.. 

Io (in rappresentanza di tutto il forum mercatino della pesca) sono davvero felice di aver potuto nel mio piccolo contribuire e spero che questo possa servire da spunto per ulteriori ricerche scientifiche sul nostro esausto Mediterraneo.. 

Ad maiora semper..


venerdì 19 settembre 2014

... Ma mi faccia il piacere!!!


Bhè.. A volte serve una doccia fredda per risvegliarsi dall’apparente torpore, più o meno voluto e cercato, in cui ci si è rintanati.. Abbiamo rallentato moltissimo le pubblicazioni su questo spazio ed oggi siamo ben lungi da quando noi si scriveva un pezzo al giorno.. Perchè? Per liberarci un po’ da strane voci messe in giro ad arte.. 



Ci siamo allontanati consapevolmente, non per stanchezza o perché la nostra passione si fosse in qualche modo affievolita ma perché qualcosa stava cambiando nel web minacciando di farci diventare parte di un meccanismo in cui mai avremmo voluto entrare. Lo abbiamo fatto proprio perché siamo stati sempre liberi di scrivere ciò che ci pareva e come ci piaceva cercando di non offendere nessuno, evidenziando il meglio in ogni prodotto di cui raccontavamo e soprattutto cercando di accontentare tutti, noi stessi e chi ci leggeva inprimis grazie proprio alla libertà di esprimersi che ha chi non questo non lo fa per mestiere. 


Non nego che da tempo cercavo lo spunto per poter riprendere e finalmente la tanto attesa doccia fredda di cui, sono certo, ognuno di noi pescatori sportivi/ricreativi sta parlando e di cui avrebbe fatto volentieri a meno.. Non mi riferisco alla doccia gelata finalizzata alla raccolta fondi per la cura della SLA, no purtroppo.. Se parlassimo di ricerca e donazioni staremmo disquisendo di un argomento serio e di una raccolta di denaro che mira al miglioramento delle condizioni di vita della nostra specie.. Stiamo ragionando di altro in questi giorni tra di noi pescatori, nei negozi, nelle nostre chat, su wapp e su FB, dei rumors che circolano intorno alla possibilità/minaccia di tassare il nostro hobby. 
Che noi si viva ormai in un mondo rovesciato, come dicono in tanti, è chiaro da tempo.. Un mondo in cui un governo composto per la stragrande maggioranza da personaggi inquisiti e più o meno condannati legifera esclusivamente per difendere se stesso dagli stessi crimini che i suoi rappresentanti commettono. Viviamo in un paese sommerso da immondizie e detriti, accettiamo (senza possibilità di replica ed opposizione) che scorie radioattive e scarti di armi nucleari vengano affondati e poca distanza dalle nostre spiagge. 



Abbiamo imparato che la nostra voce non conta nulla, abbiamo imparato a sopportare valanghe di menzogne quotidianamente, abbiamo sopportato le miserabili elemosine che ci venivano elargite nella nostra sempre più povera ciotola mentre qualcun altro ci toglieva le scarpe.. Assistiamo a tutto e tutto ci facciamo piacere noi italiani popolo di poeti e sognatori oltre che cialtroni e furfanti.. Così vediamo tecnici chiamati a salvarci che distraggono fondi destinati ad opere umanitarie, ministruncoli miliardari che con una legge malconcia sprofondano decine di migliaia di persone nella povertà, sindaci che governano tweettando selfie dalla dubbia apprezzabilità, presidenti che preferiscono trattare con i criminali evasori piuttosto che dar voce alle reali esigenze di un paese esanime.. Noi pescatori e prima di tutti cittadini di questa nazione abbiamo sopportato di tutto in questo paese stravolto dalla follia che inventa ogni giorno un nuovo balzello per sottrarci serenità e ricchezza. Accettiamo il suicidio degli imprenditori come una “normale” conseguenza della crisi che noi non abbiamo provocato sentendocelo definire da qualche ricco, immorale e grasso politicastro come un “gesto di viltà” nei confronti della società civile.. Di tutto.. 
Consegniamo il 60% dei nostri guadagni agli esattori che per conto di questa gente oggi esigono ciò che diventato peggio di un pizzo non restituendoci nulla, né benefici né serivizi  a cambio.. Potremmo elencare per ore i cancri che affliggono questo paese orribile in cui ci troviamo costretti a vivere (ancora per poco spero) e non basterebbero mille pagine e centinaia di migliaia di parole. Da due giorni l’ultima grande trovata ci riguarda davvero da vicino e ce lo aspettavamo anche un po’ dopo il famoso censimento.. Un tale, uno dei tanti politici di professione, di quelli che saltano da una carrozza ad un’altra, da un partito ad un altro mantendo la propria posizione ma cambiando in continuazione le convinzioni politiche e che oggi sta su quella del partito che finge di governare l’Italia, ha deciso di proporre una legge che porta il suo nome e che dovrebbe a suo dire risolvere i problemi del settore ittico e del comparto legato al suo sfruttamento. 
Tra i punti di questa legge un paio riguarderanno noi in particolare, nella misura in cui ci verrà richiesto con buona probabilità un ennesima tassa per foraggiare proprio i professionisti, quei professionisti che dell’impoverimento delle risorse ittiche sono i maggiori responsabili. 

 

Se vivessimo in un paese civile, se vivessimo in uno di quelli in cui le politiche agricole si occupano davvero dello sfruttamento delle risorse del territorio con intelligenza tutto questo avrebbe un senso.. Lo avrebbe se il denaro corrisposto a fronte di una pseudo licenza servisse a controllarlo questo territorio, a pattugliare le coste, a consentire alle motovedette della Guardia Costiera di avere gasolio nei serbatoi dei propri mezzi per poter intervenire contro i trasgressori ogni qualvolta chiamati da uno di noi.. Avrebbe un senso pagare se vedessimo scomparire i rezzagli ed i palamiti dal sottocosta proprio in mezzo ai piedi dei bagnanti,  se ogni tanto incontrassimo un guardapesca tra i boschi a controllare le autorizzazioni, se vedessimo gli stessi cacciare le orde di affamati extracomunitari ed italiani che svuotano i laghi da persici, bass e carpe per raggranellare qualcosa da mangiare o da vendere a gente ancora più disperata.. Avrebbe un senso, e pagherei volentieri, se questo ministero ripopolasse con il mio denaro gli stock ittici, se abolisse la pesca a strascico. Sarei felice di svenarmi per l’ennesima assurda tassa/furto se quanto raccolto non venisse utilizzato  per aprire un nuovo fronte burocratico in cui piazzare qualche altro parente ed amico con uno stipendio da favola a tempo indeterminato. 



Se mi dicessero che il mio denaro servirà a fare informazione nelle scuole, sensibilizzazione nelle federazioni sportive, sulle riviste di settore, tra i produttori e distributori di esche e materiali da pesca.. Sarebbe un sogno essere certi che chi ci sta accanto in scogliera o in spiaggia  sia adeguatamente informato e che i nostri diritti di buoni contribuenti siano tutelati da un sistema funzionante.. Non sentire il boato delle bombe dei bombaroli, non vedere i fondali devastati, non dover scansare con i miei jig le bolle dei sub che indisturbati stanno raccogliendo a 60 metri il pesce a fucilate, non vedere carnieri di decine di spigole da 10 cm tanto nessuno verifica le misure minime.. Poi se tutta questa mirabolante idea fosse scaturita da una mente con una preparazione, dopo studi di settore finalizzati alla tutela piuttosto che allo sfruttamento dei contribuenti, magari con una formazione scientifica, magari da un giovane laureato e non da un politico sessantenne, magari da un biologo marino con le idee chiare e la cultura adeguata.. Bello se poi tutto non fosse dichiaratamente finalizzato ad alimentare proprio chi il problema lo ha causato negli anni. Ricordiamo che moltissime specie, grazie alla pesca a strascico indiscriminata sono scomparse dal sottocosta  mentre alcune sono scomparse e basta.. Ricordiamo che la maggior parte del pescato di quelli che definiamo “professionisti” ritorna, morto, in mare perché ritenuto “senza valore commerciale” nonostante perfettamente commestibile. Ricordiamo che il mercato ci IMPONE l’acquisto di pesce allevato ad antibiotici a danno di quello azzurro pescato che spesso finisce in farine e mangimi per allevamenti. 



Ricordiamo quanta merda da sistemare ci sarebbe in questo comparto prima di tendere la mano chiedendo ancora l’ennesima tassa a vecchi, bambini, ragazzi e gente che pur di stare un po’ tranquilla si allontana dal frastuono cercando riparo tra le onde o i monti. Sarebbe.. sarebbe.. sarebbe.. 

Quanti sarebbe ci sono in questo pezzo.. Non ho mai voluto tediare nessuno con le mie lamentazioni politiche  ma se la politica entra a casa nostra qualcosa ci tocca fare.. Ovviamente non posso dire che il balzello non debba essere pagato perché non tocca a me, non posso dire che io non lo pagherò perché non lo so ma posso di certo sostenere che in questo paese di merda non si finisce mai di restare stupiti. Auspico però che tutti noi sportivi ricreativi ci si riunisca attraverso i social, le riviste, i blog ed i forum per decidere tutti insieme cosa fare e farlo insieme come un solo organismo senza subire questo ennesimo atto di prepotenza politica..

 

..tanto, come diceva il grande Totò in "47 morto che parla" 
E IO PAGO!!

mercoledì 2 aprile 2014

GiantTrevally: the RaveParty





Grazie Francesco, aka FraDrago90, per il suggerimento.. 
Video e musiche splendidi.. 


martedì 25 marzo 2014

Charles Baudelaire: L'Homme et la Mer


Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer.
5Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton coeur
Se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.
Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
10Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes;
O mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!
Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remords,
15Tellement vous aimez le carnage et la mort,
O lutteurs éternels, ô frères implacables!


Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire, 1857


lunedì 17 marzo 2014

Sul mare..


E' una strana annata questa, una come non ne ricordavo da tanto. Mare tanto implacabile e furioso in un versante, quanto immobile nell'altro.


Onde enormi e venti quasi sempre oltre i trenta nodi ci hanno tenuto inchiodati con i piedi per terra ed impossibilitati spesso anche a lanciare i nostri artificiali tra quelle montagne d'acqua. E' qualcosa che non credevamo sarebbe mai arrivato, l'effetto dello scombussolamento climatico tanto gridato dagli scienziati che negli anni 80 ne preannunciavano l'inevitabilità.



I piedi per terra ed una canna tra le mani, facendo finta di tentare qualche lancio, ci troviamo spesso a vagabondare lungo le nostre coste ora troppo battute dal mare ora troppo quiete.



Nessuna cattura, soltanto qualche scatto a ricordo dei cappotti scippato al mare con il cellulare o con la macchinetta ma solo per ricordarci che il mare non sempre è cattura ma molto più spesso e immagini, suoni ed odori..

Giriamo tanto, corriamo, vagabondiamo, annientandoci nel lavoro, affogandoci di carte ma sempre, per fortuna, torniamo al mare.

mercoledì 5 marzo 2014

Saltwater Rusty Memories: a band of spinners


Il tempo trascorre inesorabile tra un post e l'altro e le giornate si susseguono incessanti come onde di una mareggiata o di una scaduta.. 


Tanto inesorabile da non accorgerci che spesso ne abbiamo lasciato moltissimo senza dare segni di vita.
Non gioisca chi aspetta di veder chiuso il blog, non succederà mai.. Siamo soltanto impegnati e questo ormai è qualcosa più di un blog. 
Eccoci qua quindi a soffermarci un istante, mettendo in pausa i veri impegni che ogni giorno ci travolgono, per dare un pò di spazio a questo spazio ed al gioco.



Le foto raccontano una delle nostre giornate, una di quelle in cui tantissimi amici da ogni angolo della Sicilia e Calabria si sparano centinaia di chilometri ed ore di viaggio in auto pur di trascorrere del tempo con i waders nella stessa acqua, tra le stesse onde.




Non un vero e proprio raduno, eravamo appena una ventina, più una battuta insieme in un mare ancora troppo forte e montante ma sempre emozionante.


Il senso che diamo al nostro sport è questo ed è anche il nostro personale modo di condividerlo liberi dai condizionamenti che spesso tolgono il gusto del sale. Solo del tempo insieme chiacchierando un pò delle innovazioni, dei marchi, delle fiere (chi ci è stato), dei prodotti che ogni anno il mercato di mette a disposizione. 




Discutendo di quanto noi spinners italiani e pescatori in genere siamo differenti dai nostri colleghi che già soltanto 2000 chilomenti più a nord lanciano le loro esche nelle acque francesi o spagnole. Qualcuno prova ad imparare qualcosa di nuovo mentre qualcun altro prova ad insegnarlo. 





Volano mosche tra risate ed artificiali. Si provano nuove strade, si cercano nuove sensazioni.

Questo ciò che raccontano queste poche immagini: il nostro tempo nonostante il tempo trascorso. Raccontano il piacere di ritrovarsi, un pò più salati, un pò più umidi della volta precedente ma sempre con una canna tra le mani, un artificiale in mare ed i piedi in acqua. 


Mi scuso per la qualità delle immagini e per il testo scadente ma ahimè non ci sono professionisti tra noi nè della fotografia nè tantomeno della scrittura (ed ho rubato alcuni minuti al lavoro per queste poche frasi), siamo gente di mare, semplice e questo sappiamo fare, divertirci a pesca.

Alla prossima.. 



giovedì 6 febbraio 2014

Islas Hormigas: Mediterraneo selvaggio..


Ci sono video che mi fanno ricordare il motivo per cui siamo tanto schiavi di questo intruglio di acqua e sale.. Questo nello specifico è un pezzetto di Mediterraneo, il nostro Mediterraneo, ancora talmente incontaminato e ricco da non sembrare verosimile.. Islas Hormigas si trovano in Spagna ad appena 1000 km dall'ultimo territorio italiano..  


Il video è una produzione Aguasalada Explorer di un paio di anni fa e non è proprio di pesca, piuttosto di pesce, ma troppo bello per non pubblicarlo..

Grazie Antonio L. per la dritta.. :)



lunedì 20 gennaio 2014

Inchiku: Un occhio nel buio

Ingredienti:
cm 30 Trecciato Kevlar
N.1 Octopus in Silicone tra i 9 cm ed i 16 cm
N.2 Ami 3/0 legati con kevlar da 200 lb minimo
N.1 Solid Ring
N.1 Jack 80 lb.
Mt. 6 Fluorocarbon 0,60
N.1 Canna da rotante con gli attributi giusti
N.1 Mulinello rotante con gli stessi attributi della canna.
Trecciato da 20lb q.b. a riempire il mulinello
Forza fisica e resistenza q.b. (tanta)



Se 5 o 6 anni fa avessero provato a raccontarmi che con questi pochi ingredienti sarei riuscito a scrivere la mia personale ricetta dell'inchiku, pescare in verticale ad oltre 200 metri di profondità, manovrare un artificiale come se stessi facendo spinning riuscendo persino a percepirne le fluttuazioni, se mi avessero detto che la tecnologia sarebbe arrivata a consentirmi di tenere tra le mani attrezzi idonei a questo scopo, avrei di certo sorriso considerando il mio interlocutore un visionario o un venditore di fumo.. 



Se poi lo stesso mi avesse detto che con questi attrezzi avrei potuto combattere A BRACCIA (e non con l'ausilio di mulinelli elettrici, trecciati da 80 lb, finali da oltre un millimetro e tonnellate di piombo) avversari a tre cifre mi sarei sentito anche preso un pò in giro.. Per fortuna quella conversazione non è mai avvenuta ed oggi non mi trovo in condizioni di dover chiedere scusa al mio interlocutore per non avergli creduto. 



Ogni tecnica nasce in un determinato modo e con determinati obiettivi e poi sta a noi pescatori interpretarla, percorrerla sin nelle sue più remote sfaccettature, provare a spingerla sino al limite e spostare il limite stesso.. Ed è solo di chi si avvicina al confine delle cose il privilegio di scorgere per primo oltre quel confine. 
Sull'inchiku si è letto e scritto ogni cosa. Abbiamo visto splendide foto pubblicate su tutte le riviste di settore, soprattutto nel momento della massima popolarità, quando il Vertical cominciava a perderne. 




Abbiamo letto articoli più o meno intellettualmente onesti, con nozioni più o meno universalmente applicabili e chiunque ne abbia avuto possibilità si è cimentato a modo proprio nel tentativo. Noi abbiamo preferito reinterpretare la tecnica quasi da subito spingendola al limite..


Abbiamo abbandonato le pur proficue batimetriche a portata dei sani di mente per cominciare a cercare nel blu profondo, sempre più profondo. Abbiamo imparato a leggere la corrente che spazza le profondità, le diffenrenze di densità degli strati.. Abbiamo assottigliato sempre più le nostre trecce per cercare di contrastare i fiumi che scorrevano sotto il nostro scafo..
Cosa fare quindi per provare?


Innanzitutto bisogna trovare un attrezzo sufficientemente sensibile per poter percepire il movimento degli artificiali a profondità che spaventerebbero anche un bolentinista, una canna forte, con una buonissima schiena che consenta di combattere partendo da una posizione di netto svantaggio ma che non ci lasci senza avambraccio dopo la prima mezz'ora di pesca. A questo scopo è necessario accoppiare alla canna un mulinello molto capiente, se si considera che pescare a 200 metri equivale ad aver fuorni non meno di 270 metri di trecciato. 



Il mulinello deve avere delle caratteristiche meccaniche molto particolari oltre che essere leggero, più leggero possibile. Recuperare una cattura da quella profondità a volte costa dieci minuti di recupero.. Il trecciato dovrà essere di ottima qualità, il più sottile possibile, il più impermeabile possibile. A volte una imbobinatura può arrivare a costare anche più di 120 euro ma si traduce in fatica risparmiata nel contrastare le correnti ed in una risposta più pronta alla ferrata. Gli inchiku sono il vero punto dolente.. Non esiste quasi nulla oltre i Bottom Ship Shimano che superi i 200 gr. per cui bisogna girare per il web cercando di reperirne idonei allo scopo. 
Per finale un buonissimo fluorocarbon dello 0,60, più che sufficiente a combattere qualsiasi cosa sia nelle corde della canna.




Visto il tipo di fauna che è possibile incontrare a quelle profondità il suggerimento principe è di essere molto generosi con la dimensione del cordino per assist, noi utilizziamo non meno di 200 lb e spesso non è bastato a resistere ai denti dei predatori abissali.




Le soddisfazioni arrivano, si tratta di avere il coraggio e la forza fisica e psicologica per resistere, crederci, spendere del tempo nella ricerca degli spot, testare le combinazioni di colore tra inchiku ed octopus più idonee al singolo predatore e darci dentro sempre come se il pesce successivo possa essere quello dei sogni.. 


Perché chi non gioca non vince... 

venerdì 17 gennaio 2014

Extreme teaching: Man vs Treble Hook


Bisogna proprio avere una certa propensione all'insegnamento se in certe occasioni si ha anche il sangue freddo per effettuare una ripresa video da regalare al popolo degli spinner.


Ringrazio "gianf" per averlo segnalato sul forum..