mercoledì 2 aprile 2014

GiantTrevally: the RaveParty





Grazie Francesco, aka FraDrago90, per il suggerimento.. 
Video e musiche splendidi.. 


martedì 25 marzo 2014

Charles Baudelaire: L'Homme et la Mer


Homme libre, toujours tu chériras la mer!
La mer est ton miroir; tu contemples ton âme
Dans le déroulement infini de sa lame,
Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer.
5Tu te plais à plonger au sein de ton image;
Tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton coeur
Se distrait quelquefois de sa propre rumeur
Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage.
Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets:
10Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes;
O mer, nul ne connaît tes richesses intimes,
Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets!
Et cependant voilà des siècles innombrables
Que vous vous combattez sans pitié ni remords,
15Tellement vous aimez le carnage et la mort,
O lutteurs éternels, ô frères implacables!


Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

Charles Baudelaire, 1857


lunedì 17 marzo 2014

Sul mare..


E' una strana annata questa, una come non ne ricordavo da tanto. Mare tanto implacabile e furioso in un versante, quanto immobile nell'altro.


Onde enormi e venti quasi sempre oltre i trenta nodi ci hanno tenuto inchiodati con i piedi per terra ed impossibilitati spesso anche a lanciare i nostri artificiali tra quelle montagne d'acqua. E' qualcosa che non credevamo sarebbe mai arrivato, l'effetto dello scombussolamento climatico tanto gridato dagli scienziati che negli anni 80 ne preannunciavano l'inevitabilità.



I piedi per terra ed una canna tra le mani, facendo finta di tentare qualche lancio, ci troviamo spesso a vagabondare lungo le nostre coste ora troppo battute dal mare ora troppo quiete.



Nessuna cattura, soltanto qualche scatto a ricordo dei cappotti scippato al mare con il cellulare o con la macchinetta ma solo per ricordarci che il mare non sempre è cattura ma molto più spesso e immagini, suoni ed odori..

Giriamo tanto, corriamo, vagabondiamo, annientandoci nel lavoro, affogandoci di carte ma sempre, per fortuna, torniamo al mare.

mercoledì 5 marzo 2014

Saltwater Rusty Memories: a band of spinners


Il tempo trascorre inesorabile tra un post e l'altro e le giornate si susseguono incessanti come onde di una mareggiata o di una scaduta.. 


Tanto inesorabile da non accorgerci che spesso ne abbiamo lasciato moltissimo senza dare segni di vita.
Non gioisca chi aspetta di veder chiuso il blog, non succederà mai.. Siamo soltanto impegnati e questo ormai è qualcosa più di un blog. 
Eccoci qua quindi a soffermarci un istante, mettendo in pausa i veri impegni che ogni giorno ci travolgono, per dare un pò di spazio a questo spazio ed al gioco.



Le foto raccontano una delle nostre giornate, una di quelle in cui tantissimi amici da ogni angolo della Sicilia e Calabria si sparano centinaia di chilometri ed ore di viaggio in auto pur di trascorrere del tempo con i waders nella stessa acqua, tra le stesse onde.




Non un vero e proprio raduno, eravamo appena una ventina, più una battuta insieme in un mare ancora troppo forte e montante ma sempre emozionante.


Il senso che diamo al nostro sport è questo ed è anche il nostro personale modo di condividerlo liberi dai condizionamenti che spesso tolgono il gusto del sale. Solo del tempo insieme chiacchierando un pò delle innovazioni, dei marchi, delle fiere (chi ci è stato), dei prodotti che ogni anno il mercato di mette a disposizione. 




Discutendo di quanto noi spinners italiani e pescatori in genere siamo differenti dai nostri colleghi che già soltanto 2000 chilomenti più a nord lanciano le loro esche nelle acque francesi o spagnole. Qualcuno prova ad imparare qualcosa di nuovo mentre qualcun altro prova ad insegnarlo. 





Volano mosche tra risate ed artificiali. Si provano nuove strade, si cercano nuove sensazioni.

Questo ciò che raccontano queste poche immagini: il nostro tempo nonostante il tempo trascorso. Raccontano il piacere di ritrovarsi, un pò più salati, un pò più umidi della volta precedente ma sempre con una canna tra le mani, un artificiale in mare ed i piedi in acqua. 


Mi scuso per la qualità delle immagini e per il testo scadente ma ahimè non ci sono professionisti tra noi nè della fotografia nè tantomeno della scrittura (ed ho rubato alcuni minuti al lavoro per queste poche frasi), siamo gente di mare, semplice e questo sappiamo fare, divertirci a pesca.

Alla prossima.. 



giovedì 6 febbraio 2014

Islas Hormigas: Mediterraneo selvaggio..


Ci sono video che mi fanno ricordare il motivo per cui siamo tanto schiavi di questo intruglio di acqua e sale.. Questo nello specifico è un pezzetto di Mediterraneo, il nostro Mediterraneo, ancora talmente incontaminato e ricco da non sembrare verosimile.. Islas Hormigas si trovano in Spagna ad appena 1000 km dall'ultimo territorio italiano..  


Il video è una produzione Aguasalada Explorer di un paio di anni fa e non è proprio di pesca, piuttosto di pesce, ma troppo bello per non pubblicarlo..

Grazie Antonio L. per la dritta.. :)



lunedì 20 gennaio 2014

Inchiku: Un occhio nel buio

Ingredienti:
cm 30 Trecciato Kevlar
N.1 Octopus in Silicone tra i 9 cm ed i 16 cm
N.2 Ami 3/0 legati con kevlar da 200 lb minimo
N.1 Solid Ring
N.1 Jack 80 lb.
Mt. 6 Fluorocarbon 0,60
N.1 Canna da rotante con gli attributi giusti
N.1 Mulinello rotante con gli stessi attributi della canna.
Trecciato da 20lb q.b. a riempire il mulinello
Forza fisica e resistenza q.b. (tanta)



Se 5 o 6 anni fa avessero provato a raccontarmi che con questi pochi ingredienti sarei riuscito a scrivere la mia personale ricetta dell'inchiku, pescare in verticale ad oltre 200 metri di profondità, manovrare un artificiale come se stessi facendo spinning riuscendo persino a percepirne le fluttuazioni, se mi avessero detto che la tecnologia sarebbe arrivata a consentirmi di tenere tra le mani attrezzi idonei a questo scopo, avrei di certo sorriso considerando il mio interlocutore un visionario o un venditore di fumo.. 



Se poi lo stesso mi avesse detto che con questi attrezzi avrei potuto combattere A BRACCIA (e non con l'ausilio di mulinelli elettrici, trecciati da 80 lb, finali da oltre un millimetro e tonnellate di piombo) avversari a tre cifre mi sarei sentito anche preso un pò in giro.. Per fortuna quella conversazione non è mai avvenuta ed oggi non mi trovo in condizioni di dover chiedere scusa al mio interlocutore per non avergli creduto. 



Ogni tecnica nasce in un determinato modo e con determinati obiettivi e poi sta a noi pescatori interpretarla, percorrerla sin nelle sue più remote sfaccettature, provare a spingerla sino al limite e spostare il limite stesso.. Ed è solo di chi si avvicina al confine delle cose il privilegio di scorgere per primo oltre quel confine. 
Sull'inchiku si è letto e scritto ogni cosa. Abbiamo visto splendide foto pubblicate su tutte le riviste di settore, soprattutto nel momento della massima popolarità, quando il Vertical cominciava a perderne. 




Abbiamo letto articoli più o meno intellettualmente onesti, con nozioni più o meno universalmente applicabili e chiunque ne abbia avuto possibilità si è cimentato a modo proprio nel tentativo. Noi abbiamo preferito reinterpretare la tecnica quasi da subito spingendola al limite..


Abbiamo abbandonato le pur proficue batimetriche a portata dei sani di mente per cominciare a cercare nel blu profondo, sempre più profondo. Abbiamo imparato a leggere la corrente che spazza le profondità, le diffenrenze di densità degli strati.. Abbiamo assottigliato sempre più le nostre trecce per cercare di contrastare i fiumi che scorrevano sotto il nostro scafo..
Cosa fare quindi per provare?


Innanzitutto bisogna trovare un attrezzo sufficientemente sensibile per poter percepire il movimento degli artificiali a profondità che spaventerebbero anche un bolentinista, una canna forte, con una buonissima schiena che consenta di combattere partendo da una posizione di netto svantaggio ma che non ci lasci senza avambraccio dopo la prima mezz'ora di pesca. A questo scopo è necessario accoppiare alla canna un mulinello molto capiente, se si considera che pescare a 200 metri equivale ad aver fuorni non meno di 270 metri di trecciato. 



Il mulinello deve avere delle caratteristiche meccaniche molto particolari oltre che essere leggero, più leggero possibile. Recuperare una cattura da quella profondità a volte costa dieci minuti di recupero.. Il trecciato dovrà essere di ottima qualità, il più sottile possibile, il più impermeabile possibile. A volte una imbobinatura può arrivare a costare anche più di 120 euro ma si traduce in fatica risparmiata nel contrastare le correnti ed in una risposta più pronta alla ferrata. Gli inchiku sono il vero punto dolente.. Non esiste quasi nulla oltre i Bottom Ship Shimano che superi i 200 gr. per cui bisogna girare per il web cercando di reperirne idonei allo scopo. 
Per finale un buonissimo fluorocarbon dello 0,60, più che sufficiente a combattere qualsiasi cosa sia nelle corde della canna.




Visto il tipo di fauna che è possibile incontrare a quelle profondità il suggerimento principe è di essere molto generosi con la dimensione del cordino per assist, noi utilizziamo non meno di 200 lb e spesso non è bastato a resistere ai denti dei predatori abissali.




Le soddisfazioni arrivano, si tratta di avere il coraggio e la forza fisica e psicologica per resistere, crederci, spendere del tempo nella ricerca degli spot, testare le combinazioni di colore tra inchiku ed octopus più idonee al singolo predatore e darci dentro sempre come se il pesce successivo possa essere quello dei sogni.. 


Perché chi non gioca non vince... 

venerdì 17 gennaio 2014

Extreme teaching: Man vs Treble Hook


Bisogna proprio avere una certa propensione all'insegnamento se in certe occasioni si ha anche il sangue freddo per effettuare una ripresa video da regalare al popolo degli spinner.


Ringrazio "gianf" per averlo segnalato sul forum..


martedì 7 gennaio 2014

Strani Incontri.....

Buona Sera amici cari, il latitare da queste pagine non vuole dire necessariamente non confrontarsi con il mio elemento preferito, anzi direi che forse si passa più tempo in acqua che sulla tastiera e questo per il momento è quello che preferisco. Oggi mi sono imbattuto in uno strano e particolare animaletto, non è stata una cattura anche se in realtà mi sarebbe piaciuto ma del ritrovamento del cadavere se così si può dire di un pesce flauto, animale che avevo avuto l'occasione di vedere nel oceano indiano ma della cui presenza nel mare del Nord Sardegna non ero assolutamente al corrente, il pesce era morto da molto poco da come si può notare anche dall'occhio, sono curioso di sapere se altri di voi hanno avuto l'opportunità di incontrare quello che reputo uno dei pesci più buffi che si possono trovare in circolazione.
Ps la faccia schifata è data dalla quantità incredibili di muco di cui il pesce è completamente ricoperto 








venerdì 3 gennaio 2014

Inchiku among giant squids and very bads fish

 
A volte capita che non siano i pesci a provare i nostri inchiku..
Ed a volte questi incontri casuali sono davvero piacevoli. 




martedì 17 dicembre 2013

SIFF13: ISLANDS - Trailer


Questo è l'ennesimo meraviglioso trailer proposto dal grande


SIFF13: ISLANDS - Trailer from Peter Laurelli on Vimeo.

La versione integrale il prossimo gennaio 2014