domenica 18 gennaio 2015

Walking Bluefish


Poi, dopo un'annata discretamente scarna in cui si sono fatti vedere poco, molto meno degli anni passati, te li trovi così, passeggiando, tra i piedi senza canna, senza artificiali ma con il solo cellulare a filmare qualcosa che a raccontarla non ci avrebbe creduto nessuno...




sabato 10 gennaio 2015

Geoff Feder: Lures Art



Capita che uno degli oggetti della passione di alcuni di noi, quello a cui affidiamo ogni nostra speranza e con cui spesso, nella solitudine dei freddi tramonti, ci troviamo a parlare, diventi anche oggetto d'arte..





E capita anche che mentre in un pomeriggio qualunque, inserendo una delle nostre tante parole chiave il grande motore dei motori di ricerca ci restituisca un risultato inatteso..
Ci si trova di punto in bianco dentro una homepage con un enorme artificiale, la pagina è stata raggiunta cercando "Geoff" ma poco ha a che fare con la prima impressione che traiamo entrando..




Geoff Feder non ha nulla a che vedere, almeno apparentemente con la pesca, nulla con l'abbigliamento tecnico come potrebbe sembrare, nessun artificiale da collegare al nostro fluorocarbon.. 





 Geoff Feder è un artista newyorkese con la passione per il metallo e tra le sue opere dei meravigliosi e giganteschi artificiali con tanto di abnormi "ancorette" affiancati a meravigliosi uccelli.. 




Non nego che mi ha incuriosito molto il sito e il soggetto delle sue opere, tanto da contattarlo per chiedergli l'autorizzazione per poter scrivere queste righe e la motivazione per cui le sue opere rappresentano i nostri oggetti preferiti, lures.. 




La sua risposta, cordialissima, mi ha lasciato senza parole..
"Gli artificiali sono oggetti splendidi e la pesca rappresenta il potenziale, l'obiettivo, del giorno in corso e la speranza per quello futuro. Guardando un artificiale, poi, immediatamente pensiamo a cosa potremo catturarci e la nostra mente vola verso pensieri ottimistici.. Per me sono metafore molto positive".



Geoff è ispirato dall'ambiente urbano e dal contrasto tra il progresso e l'ambiente naturale e non è un caso la scelta di un materiale come l'acciaio per la realizzazione di opere, gli uccelli, che incarnano il senso massimo della liberta in natura.


Non ho chiesto se anche lui fosse un appassionato pescatore come noi, credo di si, e se come noi cercasse nella natura e nella pesca l'evasione dal progresso schiacciante e dall'ambiente urbano.. Sarà lo spunto per la prossima chiacchierata..




Tutte le immagini pubblicate sono coperte da copyright e di esclusiva proprietà di GEOFF FEDER che ci ha concesso di utilizzarle per la pubblicazione di questo post. Se ne proibisce pertanto la copia, l'utilizzo e la distribuzione senza autorizzazione del proprietario.




venerdì 9 gennaio 2015

2015: Ci saremo..

Eccoci qua.. 2015 ed il primo pezzo dell'anno, di un anno che, speriamo, sarà denso di notizie, racconti, storie di mare e sale.. Il passato 2014 ci ha visto un pò lenti, un pò per scelta un pò per necessità.. Il tempo libero da poter dedicare alla ricerca di news, alla scrittura di qualche report è stato davvero poco ed abbiamo lavorato per farlo crescere un pò in questo 2015 entrante.. Forse sono i buoni propositi che ad ogni inizio di anno ci diamo, forse è la constatazione del fatto che ci manca il piacere della condivisione, forse le importanti novità per la stagione in arrivo, non so.. Per ora è così e questi sono i nostri progetti, vedremo dove ci porterà il vento e cosa ci porterà il mare e ci impegniamo a condividere le nostre esperienze tra le pagine arrugginite di questo puzzolente blog. 


Buon anno amici di sempre e buon vento e buon mare a tutti. Riprendiamo la navigazione..




martedì 2 dicembre 2014

Online now: Scale Magazine No. 15


E' online l'ultimo numero, il 15, della nostra rivista amica esclusivamente europea 


Un paio di foto ad anticipare il contenuto..



Buona lettura..

sabato 25 ottobre 2014

Resti di stucco? Allora è un barbatrucco!


Spessissimo, tra i pescatori, chi ha una certa quantità di tramonti ed albe sulle spalle, vi arriva dopo anni ed anni trascorsi bighellonando tra una tecnica e l'altra.. Io non ho mai incontrato nessuno che avesse iniziato in un ambito e fosse rimasto esclusivamente in quello per tutta la vita senza praticare altro, me incluso..
Avendo iniziato in età preadolescenziale ho provato davvero di tutto per il semplice fatto di essermi trovato a veder nascere un sacco di tecniche.
Pescavo a fondo da poco più che bambino quando iniziò il surfcasting, canne potentissime e materiali da astronauti per nottate di ghiaccio.. Da quello, praticato senza risultati eclatanti per quasi un decennio, i primi lanci a spinning e poi un periodo di bolognese ed inglese per tornare definitivamente allo spinning con momenti di shore jigging e poi inchiku e vertical..
A volte il fascino di una di queste tecniche ci resta dentro, ci rimane la poesia, il sapore dei combattimenti lunghi a volte decine di minuti e così si cede al tentativo di un ultimo bacio..


E' un tramonto splendido sul mare di Sciacca ed arrivare in quel molo che mi ha visto infreddolito pescare notti su notti ha un che di nostalgico e triste..
Nella sacca la mia splendida e vecchia compagna di tante battute e vento, la Team Match Ostellato, una inglese con grande carattere a cui ho accoppiato, dopo una vita con il Daiwa Regal Z, uno Shimano Fireblood 1000FA caricato con un robusto e generoso nylon 0,14 affondante.. ed ancora un chilo e mezzo di larve, il panchetto, la fionda, i pallini, ami tra il 16 ed il 22 affilati chimicamente per non uccidere l'esca.. Il tubo dei galleggianti sempre stracolmo di colori, di forme e di dimensioni per contrastare qualsiasi vento o corrente..
La tecnica non si dimentica mai e non credevo di poter essere ancora in grado di legare un amo del 18 o di stringere con i denti pallini da un ventesimo di grammo.. 
Il finale, due metri di fluorocarbon da 0,07, sopra una corona di 15 pallini, per raggiungere il peso di BEN 2 grammi, porterà la mia esca, un bigattino appeso per il posteriore, sul fondo lentamente e naturalmente tra quelli di pastura in caduta..
Ogni lancio è seguito da una fiondata di richiamo, poche larve per evitare di affondare troppo le spigole che comunque e beffardamente non si fanno vedere.. 
"Eppure devono esserci, ci sono sempre state"
Un lancio via l'altro una fiondata dopo l'altra sempre sperando di scorgere il galleggiante mentre scompare verso il fondo sino a che.....
SBAAAMM!!! 
Ci siamo, ferro e sento di essere affondato con il mio 18 Gamakatzu nella bocca del predatore.. 
Fughe splendide mi lasciano percepire che si tratti di qualcosa di veramente forte. LA canna piegata dal cimino al fusto mostra tutta la sua potenza.. E' un combattimento strenue con la frizione che frigge fuga dopo fuga mentre il mio 0,14 resiste alle continue sfuriate rabbiose.. Poi ad un tratto un salto, un altro.. Siamo tutti allibiti quando, a portata di guadino arriva lei, una meravigliosa imperiale..

Bel report.. Bello se solo fosse vero.. Ma scherzavo, non lancio, calo, innesco un'esca naturale da oltre 15 anni.. Non tocco la mia inglese preferita da una vita e mezzo e mi scuso per il tempo rubato con questo finto report.. :) 

Il fatto è che se ne leggono e vedono di cazzate sui social (ed anche altrove) che non ho resistito al desiderio di scriverne una pure io.. Pesci di profondità da decine di chili spacciati per pescati a light con esche da 5 grammi e trecce da 5 lb o pelagici forti come motoscafi ferrati con cannette ed artificiali da spigole...

Quando spariamo una cazzata dovremmo quantomeno accertarci che quello che stiamo scrivendo sia possibile ed avere una certa conoscenza della fauna ittica che popola il nostro mediterraneo perché una foto non basta ci vuole anche il supporto della scienza in certi casi.. 
Niente niente stiamo perdendo il senso delle cose?

Ringrazio chi ha davvero pescato la splendida imperiale mandandomi questa foto goliardica e mi scuso nuovamente..




martedì 21 ottobre 2014

No.. Io non ci credo..


Che io abbia l'anima nera e cattiva è cosa nota... Nera resa ancor più nera da tanti "amici" che contribuiscono quotidianamente a dipingerla più scura e peggiore di quanto non sia già.. 
Va da sé che con un'anima così nera, in cui la perfidia si è incrostata ed attaccata grazie al sale, uno come me non possa credere nel disinteresse soprattutto quando si balla con milioni di euro.
Di che parlo?
Niente, soltanto un pensiero a voce alta, sbagliato di certo e sconclusionato ma che non riesco ad evitare di fare da buon siciliano guardingo e sempre attento alle minacce..



La storia è questa, il signor X che chiamerò "Don X" decide che vuole acquisire anche la nostra fiducia allora sceglie un manipolo di suoi uomini fidati infiltrati in altre "famiglie", travestiti da gente perbene, ed a questi uomini affida il compito di formulare una minaccia economica e reale nei nostri confronti, poveri pescatori della domenica. 
Pagati per farlo i suoi sgherri in giacca a cravatta formulano la minaccia, la rendono pubblica, ci terrorizzano togliendoci il sonno per oltre 15 giorni e costringendoci a correre ai ripari, a scoprirci, a dichiarare cosa saremmo disposti a fare piuttosto che cedere a quella estorsione da 40 milioni di euro. Noi, in preda al panico organizziamo gruppi di sostegno sui social, cordate di solidarietà, petizioni, fiaccolate e poi, nel giro di una sola notte l'epilogo e la notizia diffusa immediatamente da tutti i mezzi di informazione:
Grazie a "DON X" è stato ritirato l'emendamento pizzo.. e vissero tutti felici e contenti.. 

Mi spiace, non ci credo, sono disilluso e cattivo e non mi basta sapere che saranno  inasprite le sanzioni per i trasgressori delle regole, ottima cosa ovviamente se le multe le  pagassero, e non riesco a credere che questo sia sufficiente a togliere dalla mente di Don X il desiderio di taglieggiarci dopo averci censito.. 
Piuttosto credo, ma sicuramente sbaglierò perché sono un nauseabondo disfattista, che ci abbiano usati e raggirati tutti, compresi i nostri rappresentanti che ringrazio ed a cui va tutto il mio plauso e  che in buonissima fede si sono sbattuti per arginare una probabilmente pilotatissima minaccia.. Troppo facile.. Troppo troppo veloce.. 

Vedremo..




lunedì 20 ottobre 2014

Natural floating sunglasses: Evertreeoptics


In barca, gommone, scogliera con mare grosso o in navigazione tre sono le piccole paure che ho sempre avuto, che mi cadano in acqua il cellulare (fatto), la macchina fotografica (fatto) o gli occhiali polarizzati (già qualcuno dirà che si pesca bene anche con quelli dei cinesi da 5 euro a chilo ma evidentemente non ha mai trascorso una giornata intera in mezzo al mare dall'alba al tramonto).. 



Quest'ultima l'ho esorcizzata iniziando ad utilizzare i lacci che li tengono attaccati alla faccia anche in navigazione a 50 nodi ma mi è piaciuta molto l'idea di EVERTREEOPTICS che con quel lampo di genio che chissà come mai viene sempre agli altri e mai a noi, ha pensato di utilizzare una grandissima risorsa presente in abbondanza in tutto il pianeta e ben nota ai pescatori per realizzare degli splendidi occhiali da sole, il bamboo..



Ovvio, sembra tutto ovvio quanto le idee ce le hanno gli altri e ci costruiscono sopra qualcosa di unico e funzionale destinato a successo certo.Design splendido, materiale funzionale e facilmente lavorabile, ecologico e riciclabile al 100% e soprattutto vivo..



E' un progetto nato in Colorado ma credo che prestissimo lo vedremo sbarcare qua da noi. I costi sembrano inoltre anche abbastanza contenuti se si considera l'originalità dell'insieme..

EVERTREEOPTICS 



Adoro il bamboo.. :) 


mercoledì 15 ottobre 2014

La protesta civile contro una proposta incivile..


Non siamo i primi e non saremo probabilmente gli ultimi a parlarne.
Come volevasi dimostrare ci stiamo muovendo in maniera disordinata nonostante la meta sia la medesima per tutti..
Tra le tante iniziative atte a fermare l'ignominiosa tassa che ci vorrebbe finanziatori della pesca professionale (oggi ma domani potrebbero raddoppiarci o triplicarci il balzello per finanziare qualcos'altro, basti pensare a tutte le accise "momentanee"che continuiamo a pagare e che erano state introdotte a partire da Mussolini) ho scelto di aderire ad una soltanto.


Non firmerò alcuna petizione perché sono ben consapevole che non si potrà mai raggiungere neanche lontanamente un numero significativo. Sarebbe già utopistico sperare di arrivare a 5000 firme contro il milione di pescatori censiti (grazie anche ai negozianti zelanti che hanno registrato ogni vecchietto, ogni polparo da porto o filaccionista sul territorio italiano). Di quel milione FORSE 50.000 utilizzano il pc regolarmente e FORSE il 10% di questi potrebbe essere interessato ed in grado di firmare una petizione online. 5000 contro un milione che messaggio di opposizione sarebbe? Io, stato marcio e gabellista, leggerei il dato in maniera contraria guardando soltanto i 995.000 a cui non è fregato nulla e sperando nella buona collaborazione anche questa volta dei negozianti per sentirmi ancora di più legittimato.
Cosa fare allora?
Mi pare che la protesta migliore sia quella di intasargli, educatamente (fermo restando che la nostra buona educazione in questo paese ci sta ammazzando tutti) le caselle di posta elettronica.
Per quanto io non condivida generalmente le politiche di questi enti assenti e fine a se stessi mi pare che la proposta migliore sia quella presente a questo LINK in cui poter scaricare il  MODULO COMPILABILE da reinviare ai signori che hanno avuto la splendida idea di fare la proposta..
Vi invito comunque a cercarli uno per uno su google, così, per curiosità magari ravanando tra i procedimenti in corso, e controllarne la limpidezza e l'onesta, giusto per farci un'idea di chi ci sta mettendo, non poteva essere altro, le mani in tasca..

Sen. Giuseppe RUVOLO Gruppo Grandi Autonomie e Libertà (GAL) ?giuseppe.ruvolo@senato.it

On. Nicodemo Nazzareno OLIVIERO (PD) ?oliviero@camera.it ...

On. Giuseppe CASTIGLIONE (NCD) Sottosegretario con delega alla Pesca segreteriasottosegretario.castiglione@politicheagricole.it 
Dott. Matteo RENZI Presidente del Consiglio – Segretario PD ?centromessaggi@governo.it
On. Maurizio MARTINA (PD) Ministro Mipaaf ?ministro@politicheagricole.it
Sen. Luigi ZANDA Capogruppo PD Senato ?luigi.zanda@senato.it 
Sen. Roberto FORMIGONI (NCD) Presidente 9° Commissione permanente Agricoltura ?roberto.formigoni@senato.it 
On. Luca SANI Presidente (PD) XIII Commissione Agricoltura ?sani_l@camera.it


Buone email..



martedì 14 ottobre 2014

Saltwater Memories: fishing..


“C'è odore di sardina!”
Ecco come inizia una giornata di pesca da ricordare. Ebbene sì...a qualcuno basta semplicemente respirare l'aria di mare per capire come andrà a finire.


Il sole inizia a farsi notare timidamente oltre l'orizzonte, i gabbiani iniziano a volteggiare in aria e le barche prendono il largo.
Il mare è immenso, eppure ci sono piccolissimi punti in cui la vita si concentra. Il branchetto di sarde viene molestato da gabbiani e pesci, i primi che dal cielo arancione e blu si immergono in un mare ancora nero, i secondi che dopo la rincorsa infrangono la superficie del mare. Entrambi si immergono in un elemento non loro, entrambi si nutrono dello stesso sfortunato branco di sarde, entrambi predano, ma solo alcuni di loro verranno predati a loro volta. Basta solcare I mari per qualche minuto ed ecco che si scopre chi percorre le correnti marine in cerca di un pescetto da inseguire e mangiare. La botta....alletterato....un'altra....si slama....l'ultima...una palamita.



Ma oggi non è il loro giorno, oggi si cerca altro. Oggi, si segue l'odore della sardina.
Il sole è ormai alto. La terra quasi non si vede più, si cerca un piccolo ed impercettibile segnale all'orizzonte che ci mostri la via. Nulla, solo mare, onde e qualche gabbiano che, insieme a noi, è alla ricerca dello stesso segnale che lo lanci nella frenesia. 

Siamo in due in barca, capitano e il passeggero.. il primo che naviga nel suo mare, lo stesso mare che frequenta da anni e che sa decifrare ed io il passeggero, che quel mare lo ha visto tante poche volte quante sono le dita su una mano. Il passeggero è abituato ad un altro mare, fatto di scogli, alghe e schiuma ma poco importa quando il capitano sa dove dirigere la sua imbarcazione. Quella frase, quell'odore di sarda è come una premonizione.


Eccoli!!! I segnali che stavamo cercando. All'orizzonte uccelli, aria, pesci e mare diventano un tutt'uno. Una macchia bianca che naviga, cresce, si sposta, scompare, ricompare a 300 metri da noi. La frenesia è iniziata. Noi lo sappiamo, e lo sanno anche i gabbiani che, in cerca di un boccone rubato, ci indicano la via.
Questo è il momento in cui la pesca diventa trepidazione. Da un momento all'altro un predatore, ingannato da un intruso, potrebbe decidere di assaggiare la nostra esca. Da un momento all'altro la frizione potrebbe iniziare il suo canto, quello che ogni pescatore sogna e brama. E noi stiamo li, con un occhio ai pesci in frenesia, e con l'altro alla vetta delle canne in attesa di una botta che rompa l'equilibrio di quei tubi di carbonio a cui affidiamo le nostre speranze. In attesa che qualcuno dall'altro capo della lenza si decida a dare un morso a quell'intruso.


Vediamo le loro schiene che turbinano sotto la superficie del mare, che fendono le acque creando scie inequivocabili. Ed ecco che vediamo la canna piegarsi. Questo è l'attimo in cui il pescatore si estranea da tutto. L'universo si riduce ad un pescatore, una canna, un mulinello ed un avversario dall'altra parte della lenza. Nient'altro conta. 
O invece si? Perchè questa volta l'avversario è un tronco, che attratto dal nostro intruso decide di aggrapparsi.

Prima delusione. Ma si sa, che le delusioni arrivano sempre insieme. Il mare continua a ribollire, ci avviciniamo ed eccoli. In tutta la loro bellezza, animali dalla incredibile intelligenza, che ci fanno compagnia e ci seguono. Essere in compagnia dei delfini è sempre una esperienza splendida, di quelle che ricordi per sempre. O quanto meno per me che riesco ad entrare in contatto con questi maestosi animali poche (forse pochissime) volte. Eppure si sa, noi cerchiamo di predare, ma anche i delfini predano insieme a noi. E contro di loro non c'è storia, loro sono ad un altro livello. Loro si che sanno realmente pescare, è il loro elemento e lo sanno dominare. Ci guardiamo negli occhi con il capitano, guai in vista. “Mi sa che l'odore di sarda lo hanno sentito pure loro!”.


Eppure vanno via, attirati da altri segnali che noi ignoriamo. Chissà cosa li guida, dove vanno, cosa pensano quando vedono una barca che li sovrasta.
Adesso siamo nuovamente soli. Noi ed i pesci. Ma noi siamo alla ricerca di predatori. Eppure qualcun'altro si palesa ai nostri occhi. 


Un piccolo pesciolino che terrorizzato, come avesse visto tutti i suoi amici venire divorati da un uragano, saltella sulla superficie del mare in cerca di una fuga improbabile. Cosa ci fa un piccolo pesciolino da solo in mare aperto senza i suoi compagni? Ci da un consiglio. Cambiate esca. Ebbene, un suggerimento che il capitano afferra al volo.
Descrivere e raccontare quello che segue è quasi scontato. Mettete insieme una persona che sa il fatto suo, la giusta esca, pesci in frenesia e l'attrezzatura a nostro supporto. E' bastato un solo giro, pochi minuti per vedere entrambe le canne piegate e per sentire quel suono unico. Pochi minuti ed eccoli sotto la murata della barca.


Ci guardano, ci scrutano, cercano di scoprire chi li abbia molestati ed il perché. Eccole che salgono a galla, stremate. Due alalunghe bellissime. Mi hanno messo alla prova, non sono abituato a questi pesci, come ho detto prima, io ho un altro mare con altri predatori. Il mare continua a ribollire. Ma per noi è sufficiente, adesso è il momento di cercare altro.
Ci rimettiamo in navigazione alla ricerca di altri predatori. Anche questa volta la nostra ricerca va a segno. 


Le vediamo passare sotto la barca. Blu, verdi e gialle, brasiliane danzanti. Ed è qui che il capitano sfodera la sua esperienza. Ne allama una di seguito all'altra, e io? Io sto a guardare, ne slamo diverse. E lui? Continua ad allamarle in continuazione. E io? Guardo attonito. So dove sbaglio. Lo riconosco e ancora “mi rode il culo”. Però è giusto così. Almeno in mare in queste situazione la meritocrazia vale, e si vede.
E' ancora mattina, ma siamo più che soddisfatti della giornata di pesca. Torniamo in porto. Con il sorriso sulle labbra. Sicuri di aver vissuto un'esperienza unica.
Io ritorno a casa con la felicità di aver coronato un mio piccolo sogno, ma con tante bastonate sulla schiena per essere stato umiliato apertamente. 
E' proprio vero. Mai andare in mare convinti di sapere tutto, nulla è certo in quell'ambiente che non ci appartiene. La batosta è sempre dietro l'angolo. Sta a noi capire cosa sbagliamo ed imparare a non commettere gli stessi errori.

dw

sabato 11 ottobre 2014

Genova oggi.


Genova è una bellissima città, distesa sul mare con i monti alle spalle e circondata da territori di una bellezza mozzafiato.. Una piccola perla civile ed organizzata come le città del nord ma affascinante e marinara come le più salate del sud..
A Genova ho un sacco di amici pescatori, ovviamente.. Tantissimi ragazzi e meno ragazzi e guardare le immagini che passano in tv mi fa piombare nella stessa amara tristezza di tanti anni fa o in quella più recente in cui la Sardegna tutta ed Olbia in particolare, città del mio amico Mattia, rimanevano inginocchiate sotto l'acqua incessante..


L'acqua trova sempre la sua strada soprattutto se gli uomini non fanno nulla per fermarla così ancora una volta tocca piangere morti, sbracciarsi per spalare fango dalle case, contare le ferite economiche, in Liguria come in Sardegna, come in Sicilia, come in ogni regione d'Italia..

Coraggio amici..

Le foto sono state caricate su fb proprio da uno di questi amici, Francesco Giacobbe, insieme a tantissime altre che ben illustrano la situazione drammatica in cui versa la citta..